Il rapporto tra microbiota intestinale e artrosi del ginocchio è al centro di numerosi studi. Negli esseri umani sono state osservate associazioni tra la composizione dei batteri intestinali e i sintomi articolari, ma questo non significa che il dolore parta dall’intestino o che la flora batterica sia la causa della malattia.
Un’indagine condotta su 1.427 persone e verificata su un secondo gruppo di 867 adulti ha rilevato che una maggiore presenza di batteri del genere Streptococcus si accompagna a un dolore al ginocchio più intenso. L’associazione è stata osservata anche in persone che non presentavano sempre segni di artrosi visibili alle radiografie. Il dato, tuttavia, non identifica il responsabile della patologia e non dimostra che eliminare quel batterio possa ridurre i sintomi.
Un legame ancora da dimostrare
L’ipotesi dell’asse intestino-articolazioni si basa su una possibile sequenza di eventi: una modifica della barriera intestinale, il passaggio nell’organismo di sostanze prodotte dai batteri e una successiva risposta infiammatoria. Gli esperimenti sugli animali sostengono questa teoria, perché la modifica dei microbi intestinali può influenzare il danno articolare.
Negli esseri umani, però, le prove sono soprattutto osservazionali e non chiariscono la direzione del rapporto. Sovrappeso, alimentazione, farmaci e ridotta mobilità possono modificare nello stesso momento il microbiota e la salute del ginocchio. Le alterazioni batteriche potrebbero quindi essere una concausa, una conseguenza del dolore e del minor movimento oppure un fenomeno parallelo.
Questa incertezza riguarda anche le possibili terapie. I probiotici potrebbero avere un effetto su alcuni sintomi, come dolore e rigidità, ma non sono ancora una cura consolidata e non hanno mostrato miglioramenti significativi della funzione fisica. Le stime sul dolore derivano da due studi con 268 partecipanti, caratterizzati da risultati differenti e dall’impiego di ceppi, dosaggi e durate diverse.
Non ci sono inoltre prove che gli interventi diretti sul microbiota possano rigenerare la cartilagine o rallentare la progressione strutturale dell’artrosi. Anche una riduzione dei marcatori infiammatori nel sangue non equivale automaticamente a una protezione dell’articolazione. Restano preliminari anche le evidenze su fibre, prebiotici e dieta mediterranea come strumenti specifici per il rapporto tra intestino e ginocchio.
Le strategie con maggiori prove
I test commerciali del microbiota non sono validati per diagnosticare l’artrosi né per personalizzare una terapia articolare. Per proteggere il ginocchio, le indicazioni più solide riguardano invece un esercizio terapeutico personalizzato, con rafforzamento muscolare e attività aerobica adattata alle capacità individuali. Questo approccio riduce il dolore e migliora funzione fisica e qualità della vita.
Quando sono presenti sovrappeso o obesità, anche la perdita di peso può ridurre il dolore e favorire il movimento. Un ginocchio che diventa improvvisamente caldo e gonfio, oppure un dolore che peggiora rapidamente, deve essere valutato dal medico: sono segnali atipici che non vanno attribuiti automaticamente all’artrosi o all’intestino.