Al Presidio ospedaliero Cardarelli di Campobasso una donna di 85 anni, dichiarata in morte cerebrale, è diventata donatrice di organi. La decisione dei familiari, maturata nel momento della perdita, ha permesso di avviare una procedura complessa e di offrire nuove possibilità di cura a persone in attesa di trapianto.
Dal nosocomio del capoluogo molisano sono stati prelevati un fegato e un rene. Gli organi sono stati destinati ai centri trapianto di Roma e dell’Aquila; uno dei due è stato trapiantato con successo su un paziente molisano. L’intervento ha restituito al beneficiario una concreta prospettiva di miglioramento della qualità della vita.
La rete sanitaria coinvolta
Il percorso ha richiesto il coordinamento di numerosi professionisti dell’ASReM. La donatrice è stata assistita dall’équipe sanitaria sotto il coordinamento clinico dell’anestesista Marco Di Girolamo. L’attività si inserisce nel programma di rilancio e consolidamento della rete locale per il procurement di organi e tessuti, coordinata dal dottor Vincenzo Cuzzone con il supporto della dottoressa Giovanna D’Andrea.
Alla procedura hanno partecipato diverse unità e servizi dell’ospedale: Anestesia e Rianimazione, Sale operatorie, Pronto Soccorso, Radiologia, Cardiologia, Laboratorio Analisi, Centro Trasfusionale, Anatomia Patologica, Servizio 118 e Direzione Sanitaria. La donazione e il trapianto sono regolati dalla legge 91 del 1° aprile 1999, che assegna al Centro Nazionale Trapianti, ai coordinamenti regionali e alle strutture territoriali la gestione della filiera donativa.
Il valore della scelta
La Direzione Strategica dell’AsReM ha definito l’intervento un risultato di valore etico, umano e professionale, rivolgendo un ringraziamento alla famiglia della donatrice e al personale del Cardarelli. L’azienda sanitaria ha inoltre confermato il sostegno al rafforzamento della rete locale dei trapianti e del procurement, in collaborazione con la Regione Molise.
La scelta dei familiari ha così trasformato un momento di profondo dolore in un gesto capace di aiutare altre persone. La procedura realizzata a Campobasso rappresenta anche il risultato del lavoro integrato tra reparti, servizi ospedalieri e strutture specialistiche coinvolte nella donazione.