La Corte d’Appello di Firenze ha confermato la responsabilità dell’Asl per le omissioni e i ritardi nella gestione di un parto avvenuto all’ospedale di Portoferraio. L’azienda sanitaria Nord Ovest dovrà versare oltre 800mila euro ai genitori di una bambina morta due ore dopo la nascita. La vicenda giudiziaria, iniziata dopo il decesso avvenuto nel 2004, si è conclusa dopo 22 anni di processi civili.
Il parto e il decesso della neonata
Il fatto risale al 20 dicembre 2004. La madre, che aveva 39 anni, si era recata in ospedale a causa di forti dolori. Due giorni dopo le si erano rotte le acque e il ginecologo era stato allertato. Il medico aveva quindi deciso di procedere con un parto cesareo, al termine del quale la bambina era venuta alla luce in circa cinque minuti.
La neonata era però apparsa subito in condizioni gravissime: non respirava e venne immediatamente intubata. Alle 9.30 il cuore aveva cessato di battere. I tentativi di rianimazione non erano riusciti a salvarla. L’autopsia aveva rilevato un’insufficienza respiratoria acuta provocata dall’aspirazione massiva di meconio, indicata come causa del decesso.
Il procedimento giudiziario
Dopo la morte della bambina, la Procura di Livorno aveva aperto un fascicolo e iscritto nel registro degli indagati tre persone con l’ipotesi di omicidio colposo. Il procedimento penale era stato successivamente archiviato. La causa civile, invece, è proseguita attraverso ricorsi e impugnazioni fino al giudizio della Corte d’Appello fiorentina.
Con la decisione confermata in appello, l’Asl è stata ritenuta responsabile per le carenze e i ritardi nella gestione del parto e dovrà risarcire i genitori. La somma, secondo quanto riportato, non risulta coperta dalla polizza assicurativa dell’azienda sanitaria. La vicenda è stata raccontata dal quotidiano Il Tirreno.