Il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Imperia interviene nel dibattito avviato dai Giovani Comunisti e da Rifondazione Comunista sui principali problemi economici e sociali del Paese. Al centro della posizione ci sono il caro affitti, l’aumento del costo della vita, l’energia e il lavoro. Secondo il partito, attribuire ogni responsabilità all’attuale Governo offrirebbe una lettura parziale delle difficoltà, perché non terrebbe conto del ruolo delle amministrazioni locali e delle scelte compiute dai precedenti esecutivi.
Affitti e politiche abitative
Sull’emergenza abitativa, Fratelli d’Italia riconosce che il costo delle locazioni rappresenta un problema concreto soprattutto per le nuove generazioni, ma richiama anche le competenze dei Comuni. Nel comunicato vengono citate Milano, Roma, Napoli, Bologna, Firenze e Genova, città amministrate da sindaci e maggioranze di centrosinistra, alle quali il coordinamento chiede conto delle politiche urbanistiche, della gestione del patrimonio abitativo e della disponibilità di alloggi destinati a studenti e residenti.
La posizione del partito riguarda anche la scelta di numerosi proprietari di destinare gli immobili agli affitti brevi o alle attività ricettive, ritenute più convenienti dal punto di vista economico. Fratelli d’Italia precisa che questa decisione non può essere considerata di per sé illegittima, ma osserva che contribuisce a ridurre l’offerta di abitazioni per lavoratori e studenti. Il coordinamento ricorda inoltre che gli enti locali intervengono nella pianificazione urbanistica, nella regolamentazione degli usi del territorio e nei procedimenti amministrativi relativi alle strutture ricettive, nel rispetto delle norme nazionali e regionali.
Sul fronte delle politiche abitative, viene rivendicato il Piano Casa del Governo Meloni, che secondo quanto riportato nel documento prevede oltre 10 miliardi di euro e l’obiettivo di rendere disponibili 100mila alloggi nell’arco di dieci anni. Le risorse sarebbero destinate al recupero del patrimonio pubblico, all’edilizia sociale e alla realizzazione di nuove abitazioni a prezzi accessibili.
Prezzi, energia e lavoro
Il coordinamento affronta poi il caro spesa, contestando alle forze di sinistra quella che definisce una memoria selettiva sulle responsabilità delle politiche economiche degli ultimi anni. Nel documento vengono richiamati la globalizzazione e i processi di delocalizzazione, considerati tra i fattori che hanno indebolito alcuni comparti produttivi nazionali. A incidere sui costi, secondo il partito, sono anche i conflitti internazionali, dalla guerra in Ucraina alla crisi in Medio Oriente e al conflitto in Iran, con effetti sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi delle materie prime.
Fratelli d’Italia rivendica l’azione dell’esecutivo a sostegno della sovranità alimentare, delle imprese agricole e del Made in Italy. Tra gli interventi citati figura il lavoro del ministro Francesco Lollobrigida sui tavoli europei, con l’obiettivo di ridurre gli oneri burocratici, tutelare le produzioni nazionali e garantire condizioni di concorrenza più equilibrate rispetto ai prodotti dei Paesi terzi. Il comunicato richiama anche l’iscrizione, il 10 dicembre 2025, della cucina italiana nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, presentata come un’opportunità per produttori, imprese e comunità.
In materia energetica, il coordinamento torna sulla scelta italiana di rinunciare al nucleare, mentre altri Paesi europei hanno continuato a investire nella tecnologia. Fratelli d’Italia precisa che il nucleare non sarebbe sufficiente da solo a risolvere il problema delle bollette, ma ritiene necessario discutere delle conseguenze di una rinuncia protratta per decenni, sulla base dei dati e non delle appartenenze ideologiche.
Quanto al lavoro, il partito invita a leggere con maggiore attenzione i dati sull’occupazione. Liquidare ogni aumento dei posti di lavoro come un risultato gonfiato o legato soltanto all’innalzamento dell’età pensionabile viene definito un approccio superficiale. Il coordinamento ricorda inoltre che la precarietà non è nata nell’ottobre 2022 e cita, tra le riforme dei precedenti governi, il Jobs Act e la riforma Fornero. La conclusione è un invito a concentrarsi sulle condizioni necessarie per favorire assunzioni stabili, investimenti e produttività, indicata come decisiva per una crescita duratura dei salari.
Nella parte finale, Fratelli d’Italia chiede ai Giovani Comunisti un maggiore approfondimento sul funzionamento del mercato immobiliare, della fiscalità, del sistema energetico, della contrattazione e delle competenze dei diversi livelli istituzionali. Il coordinamento ribadisce così le proprie priorità: lavoro, produzione, impresa, famiglia e identità, con l’obiettivo di spostare il confronto dalle contrapposizioni ideologiche alle proposte concrete.