Trieste (TS)

Ariella Reggio, 90 anni tra teatro e memoria a Trieste

L’attrice ripercorre incontri e scelte, mentre la Contrada festeggia mezzo secolo di attività.

Ariella Reggio ha compiuto 90 anni e il teatro La Contrada celebra il cinquantesimo anniversario della fondazione. Due ricorrenze che si intrecciano nella storia di un’attrice profondamente legata a Trieste, protagonista di un percorso sviluppato tra i palcoscenici cittadini e quelli italiani.

L’incontro avviene nel camerino della Sala Bartoli, poco prima dell’ingresso in scena. Reggio sta preparando la sua partecipazione a Ocio ala Debegnac!, una prosa dialettale nella quale interpreta un’anziana burbera e indisponente. Il personaggio, si sottolinea nel racconto, appare distante dagli occhi vivaci e dall’atteggiamento della donna che, dietro le quinte, ripassa le battute e indossa i costumi.

Una storia tra radio e palcoscenico

Il profilo ripercorre una carriera cominciata dalle voci delle stazioni radiofoniche e proseguita sul palcoscenico, attraverso incontri e scelte che hanno segnato la scena teatrale. Tra i passaggi ricordati compare anche il rapporto con Giorgio Strehler, figura centrale nel percorso artistico dell’attrice.

Nel racconto trovano spazio anche le origini della Contrada, il teatro che Reggio ha contribuito a fondare e che oggi raggiunge i 50 anni. L’anniversario dell’istituzione si sovrappone così a quello personale dell’attrice, restituendo il legame tra una vicenda artistica individuale e la storia culturale della città.

L’importanza dell’ascolto

Il testo mette in evidenza la meraviglia con cui Reggio continua a guardare al proprio mestiere e la sua capacità di trasformare i ricordi in immagini. Accanto alla memoria degli spettacoli e degli incontri, emerge il valore attribuito all’ascolto, alla libertà e alla fiducia nelle persone più giovani.

La conversazione si svolge in uno spazio appartato, fatto di attese e preparativi, lontano dal pubblico ma parte essenziale della vita di scena. Da quel camerino prende forma il ritratto di un’attrice che, a 90 anni, continua a misurarsi con il lavoro teatrale e con una città alla quale ha legato una parte decisiva della propria storia.