Verona (VR)

L’Università di Verona apre il 44esimo anno con Dominici

Scienza, dati e responsabilità pubblica al centro dell’appuntamento presso il Polo Zanotto; prevista anche una ricerca sui manoscritti

L’Università di Verona inaugurerà il 44esimo anno accademico giovedì 5 novembre alle 15, nell’aula magna del Polo Zanotto. La cerimonia, intitolata Cambiando verso, sarà dedicata al passaggio dall’impegno all’azione e alla necessità di creare opportunità concrete per giovani, ricercatrici e ricercatori.

L’appuntamento coinvolgerà l’ateneo, le istituzioni e il sistema produttivo in una riflessione sulle responsabilità condivise nella costruzione del futuro delle nuove generazioni. Ad aprire i lavori sarà la rettrice Chiara Leardini. Sono previsti gli interventi di Damiano Tommasi, sindaco di Verona, e di Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto.

Dati e decisioni pubbliche

Nel corso della cerimonia parleranno anche Irene Lupi, presidente del Consiglio studentesco, e Alberto M. Arena Agostino, in rappresentanza del personale tecnico e amministrativo. Il momento centrale sarà la lectio magistralis di Francesca Dominici, docente di Biostatistica alla Harvard T.H. Chan School of Public Health e direttrice della Harvard Data Science Initiative.

La relazione, dal titolo Conoscere per decidere. Dall’evidenza scientifica alle decisioni che generano impatto, affronterà il rapporto tra dati, prove scientifiche e decisioni pubbliche. Tra i temi previsti figurano la distinzione tra correlazione e causalità e l’impatto ambientale degli investimenti tecnologici, con riferimento a consumi energetici, emissioni e uso dell’acqua. Dominici ha lavorato anche sugli effetti dell’inquinamento atmosferico e sull’utilizzo delle evidenze scientifiche nelle politiche ambientali.

Il progetto sui manoscritti

Durante l’incontro Cecilia Sideri, ricercatrice del dipartimento Culture e civiltà dell’ateneo veronese, presenterà il progetto Annotare e ricercare: i notabilia come strumento di organizzazione della conoscenza nel progetto MapNot. Lo studio analizza oltre 3.000 manoscritti e libri a stampa antichi per esaminare la funzione delle annotazioni ai margini, considerate strumenti di orientamento nei testi e di costruzione di indici analitici.

La ricerca MapNot è stata finanziata dal ministero dell’Università e della ricerca con 1,3 milioni di euro nell’ambito del Fondo italiano per la Scienza. Il progetto riunisce competenze di filologia, paleografia e bibliologia e coinvolge sette giovani studiosi. L’analisi delle annotazioni propone inoltre una prospettiva storica sull’organizzazione delle informazioni, tema collegato all’attuale dibattito sui motori di ricerca e sull’intelligenza artificiale.

La cerimonia si concluderà con la relazione inaugurale della rettrice e con la dichiarazione ufficiale di apertura del nuovo anno accademico. In chiusura, il coro dell’ateneo eseguirà il Gaudeamus igitur, seguito da un brindisi.