Un uomo di 30 anni di Mantova, indicato con le iniziali A.P., è stato condannato a due anni e un mese di reclusione per stalking ai danni dell’ex compagna. La decisione è stata pronunciata dal Tribunale di Mantova al termine del procedimento avviato dopo la denuncia della giovane, oggi 24enne.
I fatti contestati si sarebbero verificati tra maggio e dicembre 2023. Secondo quanto ricostruito durante le indagini, l’uomo avrebbe iniziato a perseguitare la ex dopo la fine della relazione, inviandole numerosi messaggi con insulti e minacce. Tra le frasi riportate nel procedimento anche minacce di morte e parole con cui le veniva detto che non meritava di stare al mondo.
Pedinamenti e messaggi minacciosi
La condotta contestata non si sarebbe limitata alle comunicazioni telefoniche. Il 30enne avrebbe seguito la donna in diversi momenti della giornata e avrebbe manifestato scatti d’ira anche quando si trovava in sua presenza. In una circostanza, la giovane avrebbe trovato l’ex compagno davanti alla propria abitazione nelle prime ore del mattino.
La denuncia della 24enne aveva fatto scattare la procedura del codice rosso, il percorso previsto per i casi di violenza e atti persecutori. La donna si è costituita parte civile nel processo con l’avvocato Luca Faccin, chiedendo un risarcimento di 25mila euro.
La decisione del tribunale
La pena è stata inflitta dal giudice Greta Dondi ed è risultata superiore a quella richiesta dal pubblico ministero Elena Pacchioni. Al termine della requisitoria, la Procura aveva chiesto un anno e tre mesi di reclusione per lo stalking, oltre a mille euro di ammenda per l’accusa di porto di armi fuori dall’abitazione.
Per quest’ultima contestazione, tuttavia, il 30enne è stato assolto. Alla persona offesa il tribunale ha riconosciuto un risarcimento di 3mila euro. La condanna per stalking non prevede la sospensione della pena.