È stata assolta dall’accusa di diffamazione la 56enne proprietaria di uno degli appartamenti amministrati dallo studio al centro della vicenda. La donna era finita a processo per una recensione pubblicata su Google nei confronti della titolare di uno studio di amministrazioni condominiali. Il giudice ha ritenuto applicabile il diritto di critica, escludendo che le espressioni utilizzate avessero integrato un’offesa penalmente rilevante alla reputazione della professionista.
La recensione e la denuncia
Il commento era stato pubblicato il 23 febbraio 2022 in uno spazio accessibile a chiunque. Nel testo la proprietaria invitava gli altri utenti a prestare attenzione alle somme versate allo studio, a chiedere conteggi, fatture e informazioni sulle aziende coinvolte e a consultare i registri condominiali. Contestava inoltre la reperibilità dello studio e la conoscenza delle normative da parte degli addetti, arrivando a mettere in dubbio la reputazione della titolare.
La professionista, una 47enne geometra, aveva presentato denuncia alla polizia postale di Cremona nel maggio dello stesso anno. In aula aveva sostenuto che quelle frasi fossero lesive della propria immagine e aveva riferito che la recensione era rimasta online per circa un anno. Secondo la sua ricostruzione, la 56enne avrebbe potuto esprimere un giudizio negativo, ma non nei termini utilizzati nel commento.
Le contestazioni nel condominio
La titolare dello studio aveva spiegato che i contrasti con l’imputata erano emersi anche durante le assemblee condominiali e nelle comunicazioni tra i proprietari. La 56enne, secondo la testimonianza, contestava la distanza della sede scelta per le riunioni e accusava l’amministratrice di svolgere male il proprio lavoro, pur approvando poi i bilanci. Avrebbe inoltre sostenuto che ci fossero irregolarità nella gestione di alcuni lavori e che determinate spese non fossero di sua competenza.
La professionista aveva respinto le accuse, precisando che le imprese incaricate per gli interventi erano state scelte dagli stessi condomini. Aveva anche descritto un clima di forte contrapposizione nella chat del condominio e durante le assemblee, con accuse riferite alla gestione dei lavori e alla qualità dell’attività svolta.
Nel procedimento è stato ascoltato anche Alberto Casarotti, all’epoca dirigente della polizia postale di Cremona. Le verifiche sul commento avevano consentito di risalire all’identità dell’autrice, che sarebbe stata individuata dopo aver utilizzato lo stesso account della recensione per pagare una rata condominiale. In seguito al contatto telefonico con gli investigatori, il post era stato cancellato.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Vittorio Patrini, ha sostenuto che il contenuto rientrasse nell’esercizio del diritto di critica. Al termine del processo il giudice ha accolto questa impostazione e ha assolto la 56enne.