Terni (TR)

A Terni la cerimonia del 2 novembre, l’appello di Raimo

Autorità civili e militari hanno deposto corone nel camposanto dopo il rito presieduto dal vescovo.

Nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, si è svolta la cerimonia ufficiale nel cimitero di Terni, alla presenza delle autorità civili e militari. Il momento istituzionale ha seguito il rito celebrato nella chiesa della Madonna del Monumento, adiacente al camposanto.

La funzione religiosa è stata presieduta da monsignor Alfonso Raimo, che ha poi partecipato alla visita al cimitero insieme alle rappresentanze istituzionali. Nel corso della cerimonia sono state deposte corone in memoria dei caduti appartenenti alle forze di polizia, all’Esercito, all’Aeronautica e ai vigili del fuoco. Tra i presenti anche la prefetta Antonietta Orlando.

Il ricordo delle vittime dei bombardamenti

Il corteo delle autorità ha fatto tappa al monumento dedicato alle vittime innocenti dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Un luogo che conserva la memoria di 1.100 persone, come ricordato dal sindaco Stefano Bandecchi, con età comprese tra i sei mesi del più giovane e i 97 anni del più anziano.

“Questo è forse il luogo che rappresenta più di ogni altro il sacrificio di tutta la cittadinanza – ha detto il sindaco Bandecchi – qui ci sono 1.100 persone, un bambino di 6 mesi il più giovane, un signore di 97 anni il più anziano. Qui si respira Terni”.

L’appello del vescovo

Prima della conclusione della cerimonia, monsignor Raimo ha richiamato il valore del ricordo dei defunti e il significato della sosta davanti alla fossa comune delle vittime dei bombardamenti. Per il vescovo, quella memoria non riguarda soltanto il passato, ma interroga anche il presente.

“Coloro che qui riposano continuano a vivere alla presenza di Dio, ma il loro ricordo diventa necessario per noi, come l’ultima tappa che abbiamo fatto, quella della fossa comune”, ha detto Raimo. Il presule ha quindi collegato quel luogo simbolico alle numerose fosse comuni ancora presenti nel mondo, sostenendo che continueranno a essere costruite “fin quando l’uomo non imparerà a essere uomo, fin quando non imparerà a esercitare la sua umanità”.