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Bonus casa 2027, detrazioni al 50% e 36%: cosa cambia

Il disegno di legge proroga gli incentivi per lavori edilizi, risparmio energetico, sicurezza antisismica e arredi.

Il disegno di legge di Bilancio 2027-2029 conferma per le spese sostenute nel 2027 le principali agevolazioni fiscali legate agli immobili. Il testo bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato prevede la proroga di bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e bonus mobili. La disposizione è contenuta nell’articolo 4 del DDL, che modifica il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, introdotto dal decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117. Il provvedimento dovrà comunque affrontare l’esame parlamentare e potrà essere modificato.

Per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico la detrazione resta fissata al 36% delle spese. L’aliquota sale al 50% quando i lavori riguardano l’abitazione principale e le spese sono sostenute dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile. Per bonus ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus il limite ordinario è di 96.000 euro per unità immobiliare, con regole specifiche per gli interventi sulle parti comuni.

Ristrutturazioni, mobili ed ecobonus

Il bonus ristrutturazioni riguarda gli interventi previsti dall’articolo 17, comma 1, del TUIR. Restano escluse le spese per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate da combustibili fossili. Chi beneficia della detrazione per i lavori può usufruire anche del bonus mobili, pari al 50% della spesa sostenuta per arredi destinati all’immobile ristrutturato, entro il limite di 5.000 euro. I lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto; se sono stati eseguiti o avviati nell’anno precedente, il tetto va calcolato al netto delle spese già detratte.

L’ecobonus è riconosciuto per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, comprese le parti comuni condominiali, quando il fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione invernale scende almeno del 20% rispetto ai valori di riferimento del D.M. 11 marzo 2008. Tra gli interventi agevolabili rientrano quelli sull’involucro dell’edificio, i pannelli solari per l’acqua calda, le caldaie a condensazione almeno di classe A, gli apparecchi ibridi, gli scaldacqua a pompa di calore, la sostituzione di finestre e infissi, le schermature solari, i micro-cogeneratori, i generatori a biomasse e i dispositivi per il controllo a distanza degli impianti.

Per accedere all’ecobonus sono necessarie l’asseverazione di un tecnico abilitato e la certificazione energetica o l’attestato di qualificazione energetica. Quest’ultimo non è richiesto per pannelli solari, impianti con caldaie a condensazione e sostituzione delle finestre nelle singole unità immobiliari. L’ENEA potrà effettuare controlli anche a campione: in caso di attestazione non veritiera, il beneficio decade. Per ecobonus, sismabonus e bonus mobili la detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Sismabonus e fondo elettrodomestici

Il sismabonus riguarda gli interventi realizzati su edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, destinati ad abitazione o ad attività produttive, con procedure autorizzatorie avviate dopo il 6 giugno 2013. Sono agevolabili anche le spese per la classificazione e la verifica sismica. La detrazione spetta inoltre per l’acquisto di unità immobiliari in edifici demoliti e ricostruiti da imprese, se la vendita avviene entro trenta mesi dalla fine dei lavori e l’intervento riduce di almeno una classe il rischio sismico.

Il disegno di legge prevede infine il rifinanziamento, con 50 milioni di euro per il 2027, del fondo per gli elettrodomestici previsto dalla legge 30 dicembre 2024, n. 207. Criteri, modalità e termini del contributo saranno stabiliti con un decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il MEF, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.