Individuare precocemente i fattori di rischio e favorire stili di vita consapevoli sono gli obiettivi dell’iniziativa organizzata dall’Ausl di Piacenza in occasione della Giornata mondiale del diabete. L’open day si terrà sabato 14 novembre 2026, dalle 9 alle 13, alla Casa della Comunità di Piacenza, in piazzale Milano 2.
L’appuntamento è rivolto alle persone che non hanno mai ricevuto una diagnosi, ma presentano condizioni associate a una maggiore probabilità di sviluppare il diabete. Tra i principali fattori considerati ci sono la familiarità di primo grado, il sovrappeso, precedenti valori elevati della glicemia a digiuno, una storia di diabete gestazionale, l’ipertensione arteriosa, le malattie cardiovascolari e l’ipercolesterolemia.
Le attività previste
Nel corso della mattinata, i medici e il personale infermieristico del team di Diabetologia effettueranno la misurazione della glicemia capillare e valuteranno il rischio di sviluppare il diabete mellito di tipo 2 attraverso un questionario specifico. In base alle necessità emerse, i partecipanti potranno approfondire alcuni aspetti con un colloquio con la dietista e con lo psicologo.
La giornata comprenderà anche la distribuzione di materiale informativo, una postazione curata dall’Associazione Diabetici Piacenza e un approfondimento sulla vaccinazione nelle persone con diabete, affidato all’équipe di Igiene e Sanità pubblica. L’iniziativa punta quindi a richiamare l’attenzione sulla diagnosi precoce, ma anche sulla prevenzione e sulla gestione complessiva della salute.
Prenotazione necessaria
Le visite sono gratuite e riservate a chi non ha mai ricevuto una diagnosi di diabete. Per partecipare è necessario prenotare contattando il Cuptel al numero 800 651 941, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Ai partecipanti viene consigliato di presentarsi a digiuno da almeno due ore e di portare con sé eventuali referti di esami del sangue eseguiti negli ultimi sei mesi. Il direttore della Diabetologia di Piacenza, Maurizio Bianco, sottolinea l’importanza di conoscere il proprio rischio anche in assenza di sintomi, così da favorire interventi tempestivi basati sull’informazione e su comportamenti adeguati.