Il futuro dell’area industriale dismessa delle ex Trafilerie Brambilla, in Corso Europa nella frazione Sala di Calolziocorte, torna al centro del confronto politico e amministrativo. Mercoledì la Commissione territorio discuterà la manifestazione di interesse presentata al Comune lo scorso 22 settembre dalla società M.I.F. Srl, che propone un intervento complessivo di rigenerazione del comparto.
La società, con sede a Milano e rappresentata legalmente da Giacomo Manzi, è promissaria acquirente dell’immobile sulla base di una proposta irrevocabile sottoscritta il 25 marzo e accettata il 25 giugno da AMCO Asset Management Company, per conto dell’attuale proprietà Tatooine Leaseco Srl. L’area è inutilizzata da anni, dopo la cessazione dell’attività produttiva.
La proposta preliminare
Il piano prospetta una trasformazione radicale dell’ex insediamento industriale, con una destinazione prevalentemente commerciale su una superficie lorda complessiva indicativa di circa 8.000 metri quadrati. La proposta planivolumetrica prevede la demolizione delle strutture esistenti e la riorganizzazione degli edifici e degli spazi aperti.
L’intervento comprenderebbe anche servizi collettivi, una nuova organizzazione degli accessi e della viabilità interna e la realizzazione di spazi verdi lungo il perimetro. M.I.F. sostiene che l’operazione potrebbe restituire al territorio un comparto riqualificato sotto il profilo urbanistico, edilizio, ambientale e paesaggistico, superando l’attuale stato di dismissione.
La proposta, illustrata dall’architetto Attilio Gobbi per conto della società, ha però carattere preliminare e non costituisce un progetto definitivo. L’obiettivo dichiarato è avviare un confronto con il Comune e raccogliere indicazioni prima degli eventuali approfondimenti tecnici, ambientali, viabilistici e commerciali.
Il nodo della destinazione
Per rendere possibile la trasformazione sarebbe necessaria una modifica delle previsioni urbanistiche vigenti. La decisione spetta all’amministrazione comunale e non è quindi automatica. Proprio su questo punto si concentrerà il confronto istituzionale, anche alla luce della contrarietà espressa da Diego Colosimo, capogruppo di Cambia Calolzio.
Colosimo sostiene che l’operazione non rappresenti soltanto una rigenerazione urbana, ma la trasformazione di uno dei principali comparti industriali dismessi della città in un insediamento commerciale. Secondo il consigliere, la scelta dovrebbe essere valutata considerando le possibili conseguenze economiche, occupazionali, urbanistiche e viabilistiche, oltre agli effetti sulle attività di vicinato e sui negozi del centro.
Il gruppo di opposizione ricorda inoltre che già nel 2022, durante l’approvazione della variante generale al PGT, era stata avanzata una richiesta di riconversione commerciale dello stesso comparto. Quella proposta non era stata accolta, anche per la rilevanza urbanistica dell’intervento e per la necessità di approfondirne le ricadute.
Cambia Calolzio propone in alternativa la realizzazione di un polo produttivo, anche per favorire la possibile ricollocazione di aziende che rischierebbero di perdere i propri stabilimenti qualora venissero avviati i lavori della Variante Lecco–Bergamo secondo l’attuale tracciato progettuale. La Commissione territorio sarà ora chiamata a esaminare la manifestazione di interesse e a valutare gli indirizzi dell’amministrazione sul futuro dell’area.