Liguria

FdI replica alla CGIL sul salario: «Confronto sui risultati»

Il partito difende misure dell’esecutivo e della Regione, citando occupazione, turismo e investimenti nel territorio ligure

Il coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia replica alla CGIL di Imperia dopo le critiche rivolte nei giorni scorsi al senatore Berrino sulla questione salariale e sulla richiesta di introdurre un salario minimo. In una nota, il partito sostiene che la tutela dei lavoratori sia «una questione troppo importante per essere trasformata in uno strumento di contrapposizione politica».

FdI riconosce al sindacato il diritto di criticare le scelte del Governo, ma chiede anche di considerare gli interventi già adottati e di interrogarsi sui risultati ottenuti dalla propria attività contrattuale. Secondo il coordinamento, salari bassi, precarietà e perdita del potere d’acquisto non sono problemi recenti, ma fenomeni che attraversano diverse stagioni politiche.

Il salario e i dati sull’occupazione

Nel documento vengono richiamate le modifiche introdotte dalla riforma Fornero del 2012 sull’articolo 18 e dal Jobs Act del 2015 sulle tutele contro i licenziamenti, provvedimenti ai quali la CGIL si oppose. FdI ritiene quindi legittimo chiedere a tutte le organizzazioni sindacali un bilancio dei risultati raggiunti, soprattutto sul fronte delle retribuzioni.

Quanto alle politiche salariali, il partito cita il principio del «salario giusto», introdotto dal decreto-legge n. 62 del 2026 e convertito nella legge n. 112 del 25 giugno 2026. La misura valorizza il trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, con l’obiettivo di contrastare il lavoro sottopagato. La stessa nota precisa che si tratta di uno strumento diverso da un salario minimo legale universale, ma sostiene che definire immobile l’esecutivo significhi ignorare un provvedimento concreto.

Il coordinamento invita inoltre la CGIL a concentrarsi sulla qualità della contrattazione collettiva, chiedendo rinnovi tempestivi, il contrasto ai trattamenti inadeguati e accordi in grado di produrre aumenti effettivi nelle buste paga. A sostegno della propria posizione, FdI richiama i dati regionali: nel 2025 la Liguria avrebbe raggiunto 651.186 occupati, con 17.287 lavoratori in più rispetto all’anno precedente e una crescita del 2,7 per cento.

Secondo i numeri più recenti presentati dal presidente Marco Bucci, gli occupati sarebbero saliti a 660.530, con un tasso di occupazione del 69,6 per cento e una disoccupazione scesa al 3,8 per cento. Il partito ammette che non si tratta di problemi risolti, ma sostiene che i dati non descrivano una Regione ferma.

Turismo, sanità e investimenti

Per l’Imperiese, la nota indica il 98 per cento di occupazione delle strutture ricettive nel fine settimana di Ferragosto, dal 14 al 16 agosto, il dato più alto tra le province liguri. Vengono inoltre citati 25,2 milioni di presenze turistiche registrate in Liguria tra agosto 2025 e agosto 2026, con oltre 823mila pernottamenti in più rispetto ai dodici mesi precedenti.

La sfida indicata da FdI è consolidare questi risultati attraverso la destagionalizzazione, valorizzando borghi, entroterra, enogastronomia e patrimonio culturale per aumentare la continuità delle attività e dell’occupazione. Tra gli interventi regionali viene ricordato anche il nuovo ospedale di Taggia, per il quale il termine per presentare le proposte è stato fissato al 15 novembre.

In ambito sanitario, il partito richiama 18 milioni di euro destinati a migliorare il trattamento economico di oltre 23mila dipendenti e investimenti complessivi nel 2026 pari a 5 miliardi e 60 milioni di euro. Vengono citati anche i lavori di messa in sicurezza del torrente Argentina tra Taggia e Riva Ligure, oltre a misure per commercio, artigianato, risparmio energetico, imprese agricole, giovani imprenditori e attività dell’entroterra.

FdI collega la tutela occupazionale allo sviluppo economico e alla capacità delle imprese di investire. Il partito afferma che il Governo intende continuare a sostenere la crescita dei salari, contrastare la precarietà, ampliare le opportunità per i giovani e proteggere il potere d’acquisto delle famiglie, pur in un contesto internazionale definito difficile.

La nota si conclude con un appello alla responsabilità e alla collaborazione istituzionale. Alla CGIL viene riconosciuto il diritto di manifestare e criticare, ma viene chiesta anche disponibilità a riconoscere i progressi e a rendere conto dei propri risultati contrattuali. Il documento, firmato dal responsabile organizzazione Giacomo Pallanca, si chiude con l’invito a privilegiare il lavoro e le proposte concrete rispetto alle polemiche.