Parma (PR)

Ex Boschi a Parma, Gaiani: «Sedici anni senza una svolta»

Il piano economico non basta: l’area resta priva di destinazione e interventi concreti, secondo l’esponente civico.

La vicenda dell’area ex Boschi torna al centro del dibattito a Parma dopo l’omologa del piano di risanamento del debito. A intervenire è Roberto Gaiani, esponente di Civiltà Parmigiana, che contesta i toni soddisfatti utilizzati dall’amministrazione comunale e invita a non considerare conclusa una partita ancora aperta.

Secondo Gaiani, l’omologa rappresenta un risultato sul piano finanziario, ma non risolve le criticità del quartiere San Leonardo. «Quasi sedici anni per trovare una soluzione, ancorché non definitiva, sono tanti, troppi», afferma. L’esponente politico sostiene che le aree siano ancora esposte a spaccio, incuria e abbandono e sottolinea l’assenza di tempi certi e di una progettualità definitiva.

Le promesse rimaste in sospeso

Nel suo intervento Gaiani richiama anche alcuni progetti annunciati negli anni e mai concretizzati. Tra questi cita la nuova sede della Questura, prevista nel 2010 nell’area dell’ex scalo merci di viale Fratti. Da allora, osserva, sarebbero trascorsi sedici anni senza che l’intervento si realizzasse. Il timore espresso è che una situazione analoga possa riguardare anche l’ex Boschi, con il rischio che agli annunci segua un nuovo periodo di silenzio.

La ricostruzione proposta dall’esponente di Civiltà Parmigiana riguarda anche le difficoltà della società proprietaria. Dal 2012 sarebbero stati presentati diversi accordi di ristrutturazione del debito, senza esito, mentre i tentativi di vendita non sarebbero andati a buon fine. I dati citati indicano una riduzione del valore delle aree da 34 a 18 milioni di euro e costi sostenuti dalla società, tra il 2015 e il 2024, superiori a 7 milioni di euro.

Le ipotesi per il quartiere

Nel frattempo, sostiene Gaiani, avrebbero potuto essere individuate soluzioni temporanee per restituire una funzione agli spazi e ridurre le criticità. Tra le ipotesi indicate figurano un parcheggio, un mercato di quartiere e aree attrezzate per il gioco dei bambini. Si tratta, nella sua ricostruzione, di interventi transitori che avrebbero potuto rendere gli spazi più fruibili in attesa di una destinazione definitiva.

Le accuse rivolte all’amministrazione comunale riguardano soprattutto l’assenza di interventi e di un presidio stabile. «L’immobilismo ha lasciato campo libero al degrado, che in queste zone si è insediato e ha continuato a crescere», afferma Gaiani, secondo cui non sarebbe stato attivato nemmeno un presidio fisso delle forze dell’ordine.

La conclusione è un richiamo alle esigenze degli abitanti del San Leonardo. Per Gaiani, nonostante gli annunci e le promesse di soluzione, la situazione nell’area non sarebbe cambiata. Da qui la domanda sui tempi necessari per vedere concretamente gli effetti dell’accordo e degli eventuali interventi futuri.