Il giardino di pietra dove la natura incontra il fantastico

Sculture, simboli e architetture visionarie compongono un percorso rinascimentale tra boschi e massi vulcanici.

Nel cuore della Tuscia viterbese, il Sacro Bosco di Bomarzo conserva uno degli esempi più singolari di giardino monumentale del Rinascimento. Nato a metà del Cinquecento per volontà di Pier Francesco Orsini, detto Vicino Orsini, il complesso si sviluppa in una vallata boscosa dove grandi blocchi di peperino diventano parte integrante delle opere scolpite.

Il percorso non segue l’ordine geometrico dei tradizionali giardini all’italiana. Sentieri, radure e dislivelli accompagnano il visitatore tra alberi e massi, in un ambiente volutamente irregolare. Il risultato è un paesaggio in cui natura e artificio si sovrappongono e le sculture compaiono spesso senza preavviso, creando un itinerario segnato da enigmi, iscrizioni e richiami alla cultura rinascimentale.

Le sculture tra orchi, animali e figure mitologiche

Il simbolo del Parco dei Mostri è l’Orco, una gigantesca testa ricavata dalla roccia. La bocca spalancata conduce a una piccola stanza interna e sopra l’ingresso si legge l’iscrizione «Ogni pensiero vola», interpretata come un invito a lasciare spazio all’immaginazione.

Lungo il tragitto si incontrano anche un elefante da guerra con la torre sulla schiena, la lotta tra Ercole e Caco, draghi, figure femminili, divinità, un Pegaso e una grande tartaruga sormontata dalla Fama alata. Le proporzioni e la disposizione delle opere alimentano una sensazione di sorpresa e spaesamento, coerente con il gusto manierista del complesso.

La Casa pendente e la storia del Sacro Bosco

Tra gli elementi più riconoscibili c’è la Casa pendente, un edificio inclinato rispetto al terreno e progettato per alterare il senso dell’equilibrio. All’ingresso, sfingi e iscrizioni interrogano il visitatore sul confine tra arte e incanto. Nel parco compaiono inoltre riferimenti alla famiglia Orsini, a Cristoforo Madruzzo e alla tradizione cavalleresca. Il Tempietto di gusto classico è legato dalla tradizione alla memoria di Giulia Farnese.

Dopo la morte di Vicino Orsini, il complesso rimase a lungo dimenticato. La riscoperta avvenuta nel Novecento e il recupero promosso dalla famiglia Bettini ne hanno restituito la fruizione al pubblico, conservando il carattere enigmatico del giardino.

Il Sacro Bosco si trova in località Giardino, nel comune di Bomarzo, a circa 20 chilometri da Viterbo e a poco più di un’ora d’auto da Roma, in base al traffico. La visita dura mediamente da un’ora e mezza a due ore. I sentieri presentano dislivelli e possono diventare scivolosi nei mesi più freddi: sono quindi consigliate scarpe comode e abbigliamento adatto a una passeggiata nel bosco. Il parco è aperto quasi tutto l’anno, con orari variabili secondo la stagione; ingressi e tariffe sono indicati sul sito ufficiale. Gli animali domestici non sono ammessi.