Sono stati oltre 3.000 i visitatori che sabato 1 novembre hanno raggiunto il Padiglione 2 e la Galleria di Piacenza Expo, a Le Mose, per l’edizione autunnale del Sabato del collezionista. La mostra-mercato dedicata al giocattolo vintage ha richiamato persone di ogni età, confermando l’interesse per un appuntamento concentrato in una sola giornata.
Il risultato supera nettamente la media giornaliera delle precedenti edizioni. Le rassegne di gennaio e maggio, entrambe articolate su due giornate, avevano totalizzato circa 4.000 presenze ciascuna. Per il Sabato del collezionista si tratta della terza edizione autonoma, dopo sei anni in cui l’iniziativa era stata proposta come evento collaterale a Pantheon. Anche questa volta gli spazi disponibili hanno registrato il tutto esaurito.
Espositori e pubblico da più Paesi
All’interno dei padiglioni erano presenti 170 espositori, con appassionati arrivati non solo da diverse regioni del Nord Italia, ma anche da Svizzera, Austria e Francia. L’offerta comprendeva bambole, trenini elettrici, soldatini, automobiline e modelli statici e dinamici. Tra gli articoli esposti figuravano inoltre aeromodelli, imbarcazioni, giocattoli di latta e in legno, mattoncini da costruzione, auto a pedali e figurine.
La mostra ha proposto anche vecchi vinili e manifesti cinematografici, insieme a rarità e pezzi destinati ai collezionisti. La formula su un’unica giornata, secondo quanto riferito dagli organizzatori, consente agli espositori di contenere i costi logistici e di permanenza, mentre per il pubblico concentra in un solo appuntamento una proposta ampia e diversificata.
Il direttore di Piacenza Expo, Sergio Copelli, ha definito l’iniziativa un format efficace, sottolineando il riscontro ottenuto dai numeri e la possibilità di proporre tre appuntamenti annuali. La realizzazione della rassegna è stata curata dal team interno della società fieristica: Anna Giulia Idi ha seguito la segreteria e l’accoglienza degli espositori, mentre Luigi Decio si è occupato della logistica. Un contributo è arrivato anche da Antonello Caruso, collezionista ed espositore fin dalle prime iniziative della società, indicato dagli organizzatori come una figura centrale della mostra-mercato.