Bologna (BO)

Zuppi guida a Bologna la processione di Ognissanti alla Certosa

L’arcivescovo invoca la fine delle guerre durante il cammino dalla Sacra Famiglia al camposanto

La ricorrenza di Ognissanti è stata celebrata a Bologna con la tradizionale processione dalla chiesa della Sacra Famiglia al cimitero della Certosa. A guidare il percorso è stato il cardinale Matteo Zuppi, che ha rivolto una preghiera per le vittime delle guerre e per quanti continuano a vivere in condizioni di pericolo a causa dei conflitti.

Nel suo intervento, l’arcivescovo ha ricordato le persone che hanno conosciuto la violenza degli uomini e ha sottolineato come la memoria dei morti debba accompagnarsi alla preghiera per i vivi. L’auspicio espresso da Zuppi è che possano essere sconfitte la sofferenza e la disumanità provocate dalla guerra e che possa arrivare per tutti il dono della pace.

La veglia e il ricordo dei defunti

La celebrazione si è svolta alla vigilia del primo novembre, nel momento in cui la comunità cristiana ricorda i Santi e si prepara alla commemorazione dei defunti. Durante la veglia, il cardinale ha definito l’appuntamento una sintesi della vita, fatta di incontro, vicinanza e condivisione, con la fede chiamata a illuminare il quotidiano anche nei passaggi più difficili.

Il percorso è stato accompagnato dalla preghiera del Santo Rosario e dall’ascolto della Parola. Secondo Zuppi, questi momenti aiutano ad affrontare le avversità e a riconoscere il valore di una comunità capace non soltanto di condividere una fede, ma anche di occuparsi del prossimo in modo gratuito.

Il messaggio della comunità

Nel corso della celebrazione, l’arcivescovo ha richiamato l’immagine del popolo di Dio come una realtà che cammina, si attende, si incoraggia e si sostiene. I fedeli hanno portato con sé il ricordo dei propri cari, nel segno della comunione tra chi vive e chi riposa nel cimitero della Certosa.

La processione ha avuto anche un valore simbolico: lungo il tragitto, i partecipanti hanno portato la luce, lasciando un messaggio di speranza alle persone incontrate casualmente durante la serata. La ricorrenza, caduta di domenica, è stata così presentata come un’occasione per riflettere sul senso della vita e sulla possibilità di ritrovare una luce anche quando sembra prevalere il buio del male.