Sardegna

Coldiretti Sardegna chiede un fronte comune contro i rincari

Credito d’imposta permanente e dialogo con Bruxelles per sostenere aziende, famiglie e filiere dell’isola

Coldiretti Sardegna chiede una mobilitazione condivisa tra imprese e istituzioni per affrontare l’aumento dei costi legati alla movimentazione delle merci e le conseguenze dell’ETS. L’obiettivo è portare davanti al Governo e all’Unione europea le difficoltà del sistema produttivo e delle famiglie dell’Isola, penalizzati dalla distanza dai principali mercati.

La proposta dell’organizzazione agricola si sviluppa su due direttrici. Da una parte viene sollecitato un credito d’imposta permanente per compensare il maggior costo sostenuto dalle aziende nel trasporto delle merci. Dall’altra, Coldiretti propone un confronto unitario con le istituzioni europee per ottenere misure capaci di riconoscere concretamente lo svantaggio legato all’insularità e ridurre il divario competitivo rispetto al resto d’Italia e d’Europa.

La richiesta di una continuità territoriale delle merci

Secondo Coldiretti, la questione riguarda l’intera economia regionale e le famiglie sarde. Le spese necessarie per far arrivare le materie prime e distribuire le produzioni fuori dall’Isola comprimono i margini delle imprese, rallentano gli investimenti e incidono sui prezzi e sul potere d’acquisto. L’organizzazione richiama i rincari dei trasporti fino al 50% in cinque anni, già denunciati all’inizio del 2026, e sostiene la necessità di una continuità territoriale delle merci effettiva, accompagnata da strumenti fiscali stabili.

Il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, ha sottolineato che imprese e famiglie non possono continuare a sostenere costi maggiori a causa della propria condizione geografica. Per l’organizzazione, il problema dei collegamenti rappresenta un freno alla crescita, reso più pesante dall’attuale scenario internazionale. Da qui l’appello a unire il mondo imprenditoriale e le istituzioni per portare la questione davanti al Governo e all’Europa.

Il credito d’imposta e il confronto europeo

Il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba, ha illustrato l’ipotesi di un meccanismo proporzionato alle quantità di prodotto vendute fuori dall’Isola. A maggiori volumi corrisponderebbe una compensazione più elevata, mentre per quantità inferiori l’intervento sarebbe ridotto. L’obiettivo dichiarato è abbattere il costo aggiuntivo effettivamente sostenuto dalle imprese e definire, con gli uffici istituzionali, gli strumenti necessari per rendere operativa la misura.

Il problema pesa in modo particolare su agricoltori e allevatori, che sostengono i costi del trasporto sia per l’approvvigionamento di mangimi, fertilizzanti e attrezzature, sia per l’invio delle produzioni verso i mercati esterni. Per le merci deperibili e per il bestiame, aggiunge Coldiretti, sono necessari non solo prezzi sostenibili, ma anche collegamenti regolari e tempi affidabili.

Accanto alla richiesta rivolta al Governo, l’organizzazione propone alla Regione e al sistema imprenditoriale un confronto permanente con l’Unione europea. Al centro ci sono il riconoscimento della specificità insulare, una continuità territoriale delle merci attiva durante tutto l’anno e collegamenti adeguati. L’obiettivo indicato da Coldiretti è consentire alle produzioni sarde di raggiungere i mercati europei e internazionali a costi competitivi.