Dopo l’udienza del 30 ottobre davanti al tribunale di Ferrara, Star Italia interviene sul procedimento per diffamazione aggravata avviato nei confronti dei titolari dell’azienda. La società, attiva nel settore della ristrutturazione dei bagni e con sede a Lido di Spina, ha diffuso una dichiarazione per esporre la propria versione della vicenda, al centro della quale ci sono i servizi realizzati da Striscia la Notizia sull’attività dell’impresa.
Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati Antonio Ricci e l’inviato Max Laudadio. I primi servizi televisivi erano stati sottoposti a sequestro nel 2023, dopo il ricorso presentato da Star Italia. L’azienda sostiene di essere soddisfatta degli elementi emersi nell’istruttoria dibattimentale e concentra parte delle proprie contestazioni sul numero delle segnalazioni ricevute dalla redazione prima della messa in onda del primo servizio, il 13 dicembre 2023.
Le contestazioni dell’azienda
Secondo quanto riferito da Star Italia, Laudadio avrebbe ammesso in aula che le segnalazioni ricevute erano 24, e non decine o centinaia come sarebbe stato affermato durante le trasmissioni. La società aggiunge di voler dimostrare che, al momento della prima messa in onda, aveva già completato i lavori per la maggior parte dei clienti collegati a quelle segnalazioni.
Un altro punto riguarda la rappresentazione della struttura aziendale. Star Italia sostiene che i servizi siano stati realizzati in una fase delicata, mentre l’impresa era impegnata in un percorso di quotazione alla Borsa di Milano. L’azienda respinge l’immagine di una realtà priva di consistenza e richiama le dimensioni della sede di Lido di Spina, costituita da due edifici di oltre 1.500 metri quadrati ciascuno.
Nella dichiarazione viene inoltre citata la situazione finanziaria dell’impresa, che riferisce di aver subito, all’inizio del 2023, la revoca da parte di una banca di disponibilità finanziarie per 50 milioni di euro. Star Italia contesta anche le ricostruzioni televisive secondo cui i suoi referenti, tra cui Roberto Guerra, avrebbero trasferito denaro all’estero, portato al fallimento la società e lasciato ai clienti gli obblighi nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. L’azienda afferma invece di essere tuttora attiva.
Il procedimento civile
Parallelamente al procedimento penale è in corso una causa civile per il risarcimento dei danni. Star Italia riferisce che le valutazioni del consulente tecnico d’ufficio contabile avrebbero quantificato il pregiudizio economico in diversi milioni di euro, precisando però che la decisione spetterà al giudice. La società attende quindi la sentenza destinata a definire il giudizio civile.
L’impresa collega inoltre alle trasmissioni successive segnalazioni che, a suo dire, si sarebbero moltiplicate dopo i primi servizi, generando un effetto a cascata e includendo in alcuni casi contestazioni ritenute infondate. Nella dichiarazione viene richiamata anche la vicenda dell’associazione di consumatori Atecon, presieduta da Paolo Schiona, sulla quale durante l’udienza sarebbero state sollevate questioni relative alla sede operativa e ai rapporti con una società a scopo di lucro.
Star Italia sostiene infine di aver subito errori e forzature nella rappresentazione televisiva della propria attività e rivendica il diritto di difendere il lavoro svolto, la reputazione e la storia dell’impresa. I diversi aspetti della vicenda restano comunque affidati ai procedimenti giudiziari in corso, ai quali spetterà stabilire responsabilità ed eventuali danni.