CGIL Ferrara e Rete degli Studenti Medi di Ferrara contestano l’impostazione scelta dall’amministrazione comunale per affrontare il disagio giovanile. Al centro della presa di posizione c’è il cosiddetto Nucleo anti-maranza, giudicato dalle due organizzazioni una risposta di carattere securitario e non adeguata ai problemi sociali vissuti dalle nuove generazioni.
La critica alle politiche comunali
Secondo CGIL e studenti, a fronte dell’aumento della precarietà, dell’isolamento e delle difficoltà legate alla salute mentale, il Comune di Ferrara avrebbe dovuto rafforzare il welfare, l’educativa di strada e la presenza degli operatori sociali. Nel documento viene richiamato anche un dato attribuito all’Oms, secondo cui i disturbi legati alla salute mentale riguarderebbero un adolescente su sette in Europa.
Le organizzazioni sostengono inoltre che nel territorio manchino spazi gratuiti di aggregazione e che persistano criticità relative alle scuole, ai servizi territoriali e ai consultori pubblici, indicati come carenti di personale e risorse. In questo quadro, la scelta di concentrare l’attenzione sulla sicurezza e sulle sanzioni viene descritta come una forma di criminalizzazione del disagio, con il rischio di aumentare marginalità e disuguaglianze.
La definizione di maranza, osservano CGIL e Rete degli Studenti Medi, rischierebbe di trasformarsi in un’etichetta stigmatizzante legata all’abbigliamento, alla musica e ai comportamenti di strada di alcuni gruppi di giovani. La critica riguarda anche il possibile carattere discriminatorio di questa rappresentazione, che secondo i firmatari potrebbe alimentare stereotipi e pregiudizi invece di favorire l’ascolto e il confronto.
Dubbi su ruoli e responsabilità
Nel documento viene sollevata anche una questione di trasparenza sulla composizione e sui compiti del NAM. Le organizzazioni chiedono chiarimenti sul ruolo della Polizia Municipale, sulle funzioni degli eventuali esperti di sicurezza e sul coordinamento con Questura e Prefettura. Viene inoltre richiamato il riposizionamento operativo di una figura indicata come colpita dagli effetti della Legge Severino, senza che nel testo ne venga specificato il nome.
CGIL Ferrara e Rete degli Studenti Medi annunciano infine l’intenzione di coinvolgere lavoratori e lavoratrici dei servizi sanitari e sociali, studenti e associazioni del territorio. L’obiettivo dichiarato è costruire un’alternativa fondata su partecipazione, ascolto e dignità, contrapponendola a quella che viene definita una gestione della sicurezza trasformata in strumento di visibilità politica.