Progetto Sardegna Oristano torna sulla questione delle nomine fiduciarie negli staff di supporto della Provincia di Oristano, dopo la replica del presidente Paolo Pireddu in Consiglio provinciale. In un intervento diffuso dal referente provinciale Roberto Martani, il movimento contesta le motivazioni fornite dalla presidenza e solleva dubbi sulla legittimità e sulla trasparenza delle procedure adottate.
Secondo Progetto Sardegna, il richiamo ai tempi tecnici e all’obsolescenza delle norme interne non sarebbe sufficiente a giustificare il mancato rispetto del regolamento dell’Ente. Il movimento sostiene che un regolamento in vigore resti vincolante fino a una sua eventuale modifica e che, pertanto, le nomine avrebbero dovuto seguire le modalità previste dall’articolo 47 del regolamento provinciale sugli uffici e sui servizi.
Il nodo del regolamento
Nel documento viene richiamato anche l’articolo 50, comma 10, del decreto legislativo 267 del 2000, il Testo unico degli enti locali, secondo cui le nomine devono avvenire nel rispetto delle modalità e dei criteri stabiliti dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti dell’ente. La posizione di Progetto Sardegna è che, se la disciplina interna richiedeva una selezione pubblica, quella procedura avrebbe dovuto essere applicata prima dell’assegnazione degli incarichi. L’eventuale adeguamento del regolamento, viene aggiunto, avrebbe dovuto precedere le nomine e non intervenire successivamente.
Il movimento critica inoltre il ricorso a un decreto di modifica del PIAO, il Piano integrato di attività e organizzazione, per disciplinare le modalità di assunzione. A giudizio di Progetto Sardegna, il PIAO è uno strumento di programmazione e non una fonte normativa capace di derogare o abrogare un regolamento dell’Ente. La tesi secondo cui procedure analoghe sarebbero utilizzate dalla quasi totalità delle Province sarde viene definita priva di rilievo giuridico: eventuali irregolarità commesse altrove, sostiene il movimento, non potrebbero legittimare gli atti della Provincia di Oristano.
La richiesta di chiarimenti
Un altro punto contestato riguarda la verifica dei titoli e dei requisiti professionali svolta dagli uffici. Per Progetto Sardegna, si tratterebbe di un controllo successivo, necessario per accertare il possesso dei requisiti, ma diverso da una procedura pubblica comparativa. Quest’ultima, secondo il movimento, dovrebbe garantire pubblicità, pari opportunità e una valutazione tra più profili prima dell’individuazione dei destinatari degli incarichi.
Nel documento viene quindi chiesto al presidente Pireddu di chiarire i criteri utilizzati per la scelta diretta dei soggetti nominati e di spiegare se sia stata predisposta una motivazione specifica sulla corrispondenza tra i profili professionali individuati e le funzioni da svolgere. Progetto Sardegna sollecita infine il ritiro dei provvedimenti adottati, ritenuti difformi dal regolamento vigente, e il ripristino dei principi di trasparenza, imparzialità e legalità nell’interesse della comunità provinciale.