La Fondazione Arezzo Wave Italia ETS chiede al Comune di Arezzo la restituzione della quota di comproprietà del marchio Arezzo Wave. La richiesta arriva dopo la decisione dell’amministrazione di non riconoscere, nel 2026, alcun contributo alle iniziative organizzate per il quarantennale della manifestazione.
Secondo la Fondazione, l’ente comunale continua a sostenere i costi per il rinnovo del marchio, pur non utilizzandolo e non finanziando il progetto a cui è legato. Il tema, sostiene l’organizzazione, non riguarda soltanto l’entità della spesa, ma la coerenza tra le scelte dell’amministrazione e il mantenimento della comproprietà, che in passato era stata ceduta gratuitamente al Comune su sua richiesta.
La richiesta di restituzione
La Fondazione riferisce di avere inviato al sindaco una PEC il 6 ottobre, chiedendo una risposta entro il 30 ottobre. Non avendo ricevuto una replica diretta, considera la risposta dell’assessora alla Cultura Natalie Dentini come un riscontro implicito alla propria comunicazione. Il documento dell’assessora, datato 28 ottobre, era stato predisposto in risposta a un’interrogazione consiliare presentata il 14 agosto sul quarantennale di Arezzo Wave.
Nel testo diffuso, la Fondazione contesta alcune delle ricostruzioni contenute nella risposta dell’amministrazione. In particolare, sostiene di avere inserito il logo del Comune nei materiali relativi ad ARÌA di Musica, iniziativa patrocinata anche dall’ente di Arezzo e dal Comune di Lucignano. Il logo, spiega l’organizzazione, non sarebbe invece comparso nei materiali del festival perché per quella manifestazione non era stato concesso alcun contributo comunale.
Proposte, bandi e contributi
Un altro punto riguarda la presunta mancata presentazione di una proposta dettagliata. La Fondazione afferma di avere inviato il 16 agosto 2026 una comunicazione con il programma delle iniziative per il quarantennale: il festival, una mostra, un murale e altre attività. Alla mail, secondo la ricostruzione fornita, sarebbero seguiti un incontro con l’assessora e diversi contatti telefonici. L’organizzazione sostiene inoltre che il progetto fosse conosciuto dall’amministrazione da mesi e che la decisione sul sostegno sia stata comunicata soltanto a ridosso dell’avvio delle iniziative.
La Fondazione richiama anche le risorse disponibili per la cultura, quantificate in circa 2,85 milioni di euro, e sostiene che non siano stati individuati 15 mila euro per le celebrazioni dei quarant’anni. Sul tema dei bandi, riferisce di essersi classificata al ventiduesimo posto su ventiquattro nell’unica partecipazione a un bando della Fondazione Guido d’Arezzo, fuori dai progetti finanziati. Contesta inoltre i requisiti di precedenti bandi comunali per le Politiche giovanili, ritenuti incompatibili con le caratteristiche di un festival nazionale.
Il presidente Mauro Valenti afferma che il Comune non intenderebbe sostenere né utilizzare il nome della manifestazione e chiede quindi la restituzione della quota del marchio. La Fondazione dichiara di restare disponibile al confronto, ma ribadisce che, alla luce delle decisioni assunte, l’amministrazione dovrebbe rinunciare alla comproprietà invece di continuare a sostenerne i costi.