Venezia (VE)

Video generati dall’IA mostrano una Venezia che non esiste

Immagini con strade, negozi e persone inventati circolano online come scorci autentici, alimentando aspettative distorte nei visitatori.

Una Venezia viva e quotidiana, con strade affollate, bambini, fruttivendoli, bar e imbarcazioni al tramonto. È lo scenario mostrato in alcuni contenuti circolati sui social come rappresentazione della vita autentica della città, ma quelle immagini non documentano luoghi reali: sono state create con l’intelligenza artificiale.

I filmati, rivolti soprattutto a un pubblico straniero, sono comparsi su una pagina denominata Venezia e accompagnati da messaggi in inglese come "l’altro lato di Venezia" o "qui è dove vivono davvero i veneziani". Il profilo, pur utilizzando il nome della città, risulta avere sede negli Stati Uniti. Nei contenuti vengono presentati canali, piazze, fondamenta e persone che non esistono nella realtà veneziana.

Scorci inventati spacciati per autentici

Il falso è facilmente riconoscibile da chi conosce Venezia: tra gli elementi incongrui compaiono anche biciclette, oltre a una rappresentazione della vita urbana costruita per apparire suggestiva e rassicurante. Per chi non ha mai visitato la città, o non conosce l’Italia, la distinzione può essere molto più difficile. Alcuni dei filmati hanno infatti raccolto circa un centinaio di condivisioni.

Il fenomeno si inserisce in un problema già noto: da anni sul web circolano contenuti destinati ai visitatori stranieri che descrivono la città lagunare in modo fuorviante. La maggiore facilità con cui oggi si possono produrre immagini e filmati artificiali amplia però il rischio che scenari inesistenti vengano percepiti come autentici.

Diversi cittadini hanno segnalato la pagina. Il timore è che contenuti non dichiarati come artificiali possano contribuire a costruire nei turisti aspettative non corrispondenti alla realtà, influenzando l’idea di ciò che si può vedere o fare in città e favorendo un turismo basato su informazioni inattendibili.

L’intervento di Vela

Vela spa, società del Comune di Venezia incaricata della promozione turistica, ha spiegato di prestare attenzione al fenomeno, pur non avendo competenze di controllo sulle pagine gestite da soggetti terzi né la possibilità di intervenire direttamente sulla loro diffusione. Il direttore generale Fabrizio D’Oria ha ricordato che la società ha già segnalato casi di truffe legate alle tariffe del trasporto pubblico locale.

In passato Vela è intervenuta anche su siti che si presentavano impropriamente come canali ufficiali di manifestazioni organizzate in città, in particolare del Carnevale di Venezia, attraverso diffide formali che hanno portato alla rimozione dei contenuti non autorizzati. Secondo la società, anche le immagini artificiali diffuse senza indicarne l’origine possono creare problemi, perché offrono ai potenziali visitatori informazioni e rappresentazioni fuorvianti.

L’invito rivolto a chi programma un soggiorno è quindi quello di consultare i canali ufficiali della città e di verificare la natura delle iniziative autonome promosse sui social, soprattutto quando fotografie e filmati sembrano mostrare luoghi o situazioni difficili da ricondurre alla realtà.