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Prezzi al 5,4%, 1.802 euro annui in più per le famiglie

Istat rileva l’accelerazione a ottobre; l’associazione chiede interventi su energia, carburanti e beni essenziali.

I dati preliminari sui prezzi al consumo di ottobre 2026 indicano un nuovo aumento del costo della vita in Italia. Secondo le stime diffuse dall’Istat, l’inflazione annua si attesterebbe al 5,4%, in crescita rispetto al 4,2% registrato a settembre e tornata sui livelli dell’agosto dello scorso anno.

Il quadro è stato richiamato anche in occasione della Giornata del risparmio del 31 ottobre dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel suo intervento, il capo dello Stato ha sottolineato l’impatto delle tensioni geoeconomiche e geopolitiche sul tenore di vita e sulle economie familiari, insieme al peso dell’inflazione e a una dinamica salariale ritenuta non adeguata.

Energia e alimentari trainano i rincari

Una recente analisi di Federconsumatori Verona evidenzia che gli aumenti più marcati riguardano la voce abitazione, acqua, elettricità e altri combustibili. Su base annua, il dato passa dall’11,1% di settembre al 18,7% di ottobre. Anche i trasporti registrano una crescita, dall’8,6% al 9,3%, mentre prodotti alimentari e bevande analcoliche salgono dall’1,9% al 2,9%.

Particolarmente significativo è il rialzo dei beni energetici, la cui variazione complessiva passa dal 22,6% al 31,4%. Nel dettaglio, gli energetici regolamentati aumentano dal 25,8% al 59,5%, mentre quelli non regolamentati salgono dal 22,5% al 29,4%. Gli alimentari non lavorati accelerano dal 5,5% al 7,5%.

Secondo le stime dell’Osservatorio nazionale Federconsumatori, l’insieme di queste dinamiche si traduce in una maggiore spesa annua di circa 1.802 euro per famiglia. Il cosiddetto carrello della spesa cresce dal 1,5% al 2,5%, mentre i trasporti, considerati nella voce specifica, segnano un aumento dal 1,6% al 3,1% rispetto al mese precedente.

Le richieste al governo

Federconsumatori considera insufficienti le politiche adottate dal governo guidato da Giorgia Meloni per proteggere le fasce a reddito medio-basso, in particolare lavoratori e pensionati. L’associazione sollecita quindi misure più incisive per contenere l’impatto dei rincari e sostenere il potere d’acquisto.

Tra le proposte figurano la riduzione delle accise sui carburanti, una revisione temporanea dell’Iva su alcuni beni essenziali e il rafforzamento dei bonus energia. L’organizzazione chiede inoltre un fondo specifico contro la povertà energetica e alimentare, maggiori controlli lungo le filiere per contrastare eventuali fenomeni speculativi e una riforma fiscale orientata ai redditi bassi e medi.

Nel pacchetto di interventi indicato dall’associazione rientrano anche la tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche e la redistribuzione a lavoratori e pensionati delle maggiori entrate fiscali legate al cosiddetto fiscal drag. L’obiettivo dichiarato è attenuare gli effetti dell’aumento dei prezzi sulle famiglie italiane.