Con oltre 12.600 impianti fotovoltaici attivi, la provincia di Pesaro e Urbino si colloca al secondo posto nelle Marche per diffusione degli impianti alimentati da energia solare. Il dato, elaborato sulla base delle informazioni di GSE e Terna, viene indicato dalla CNA territoriale come il segnale di una crescente attenzione di famiglie e imprese verso l’autoproduzione da fonti rinnovabili.
La crescita degli impianti nella regione, secondo i numeri riportati, è compresa tra il 30 e il 35 per cento rispetto al 2022. Pesaro e Urbino segue la provincia di Ancona, che conta 17.200 impianti, e precede Macerata, con 12.100, Ascoli Piceno, con 6.300, e Fermo, con 5.500. Per la CNA, il tessuto produttivo locale ha già avviato investimenti significativi, ma per consolidare questo percorso servono misure pubbliche stabili e accessibili anche alle realtà di dimensioni più ridotte.
La richiesta alla manovra
La Confederazione sollecita l’inserimento nella Legge di Bilancio di un Fondo per l’autoconsumo da un miliardo di euro l’anno per il 2027 e il 2028. Le risorse dovrebbero finanziare la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili fino a 200 kW nelle micro e piccole imprese. La proposta si accompagna alla richiesta di rifinanziare gli incentivi per le comunità energetiche e di rivedere gli oneri di sistema.
Il tema è già entrato nel dibattito sulla manovra, ma, secondo quanto sottolineato dalla CNA di Pesaro e Urbino, il sostegno all’autoproduzione non risulta ancora definito in una norma del disegno di legge verificabile. Il pacchetto energetico annunciato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica comprende misure rivolte alle PMI non energivore, collegate alla nuova capacità rinnovabile, e contributi per gli impianti fotovoltaici. Restano però da chiarire modalità, collocazione normativa e condizioni di accesso per le microimprese.
Risparmi e priorità per le imprese
Oltre alla produzione di energia, la diffusione del fotovoltaico può avere effetti sui costi. Un impianto fino a 6 kWp garantirebbe a una famiglia un risparmio medio in bolletta di circa 1.900 euro l’anno. Per una piccola impresa con un impianto fino a 18 kWp, il risparmio indicato arriva invece a 5.000 euro annui, con valori potenzialmente più elevati per strutture dotate di impianti di maggiore potenza.
Antonio Bianchini, segretario della CNA di Pesaro e Urbino, sostiene che la diffusione del fotovoltaico dimostri la domanda di maggiore autonomia energetica da parte di famiglie e imprese. Per il rappresentante dell’associazione, un fondo dedicato consentirebbe alle micro e piccole attività di ridurre i costi, rafforzare la competitività e proseguire il percorso di transizione ecologica con strumenti più certi.
Tra le altre priorità indicate in vista della manovra figurano il sostegno al passaggio generazionale, attraverso incentivi fiscali e finanziamenti per i giovani imprenditori, la continuità dei bonus per riqualificazione edilizia, efficientamento e sicurezza sismica, oltre alla riduzione del carico fiscale. La CNA richiama inoltre la necessità di intervenire sul lavoro, sulla formazione e sull’apprendistato, in relazione alla carenza di competenze segnalata sul territorio.
Secondo Bianchini, energia, investimenti, ricambio generazionale e occupazione dovrebbero essere al centro dell’agenda economica nazionale per accompagnare le piccole imprese anche nella fase successiva alla conclusione del PNRR.