La provincia di Ancona ha perso 158 sportelli bancari in dieci anni. Le filiali sono passate da 326 a 168, con una riduzione del 48,5 per cento. Si tratta del calo percentuale più significativo tra le cinque province delle Marche, in un quadro regionale caratterizzato da una forte contrazione della presenza fisica degli istituti di credito.
Il confronto tra Marche e Italia
I dati sono emersi dall’analisi dell’Ires, realizzata su elaborazioni della Fisac Cgil a partire dalle rilevazioni della Banca d’Italia. Il confronto prende in esame il periodo compreso tra il 2016 e giugno 2026 ed è stato presentato nella sede della Cgil Marche ad Ancona. A illustrare numeri, conseguenze e proposte sono stati Daniele Boccetti, segretario regionale della Cgil Marche, Riccardo Romano, segretario generale della Fisac Cgil Marche, e Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche.
Nel complesso, le Marche hanno perso 462 sportelli, pari al 44,2 per cento del totale. La regione registra così la contrazione più forte in Italia, a fronte di una media nazionale del 35,2 per cento. Il ridimensionamento non riguarda quindi soltanto il territorio anconetano, ma si inserisce in una dinamica che ha interessato l’intero sistema regionale del credito.
Le conseguenze sui territori
La riduzione delle filiali incide soprattutto sulle comunità con una maggiore presenza di anziani e sulle persone che incontrano difficoltà nell’utilizzo dei servizi digitali. Per anni gli sportelli hanno rappresentato non solo un punto per le operazioni bancarie, ma anche un luogo in cui ottenere assistenza e orientamento nella gestione dei risparmi. Secondo Daniele Boccetti, la loro scomparsa rischia di indebolire la coesione sociale delle comunità.
In regione sono 84 i comuni senza una filiale, pari al 37,3 per cento del totale, con oltre 112mila residenti interessati. Nella provincia di Ancona i comuni privi di sportelli sono 14 e coinvolgono 34.425 persone. Il fenomeno è ancora più evidente nelle aree interne, dove quasi un comune su due non dispone di una sede bancaria.
Il calo ha interessato soprattutto le banche tradizionali. Gli sportelli del credito cooperativo, invece, sono rimasti quasi stabili nel periodo considerato. Il quadro delineato dall’analisi richiama quindi l’attenzione sull’accessibilità dei servizi finanziari e sulle ricadute che la progressiva chiusura delle filiali può avere nei territori meno serviti dalla rete digitale.