Una sanzione è stata elevata al proprietario di un micro-alloggio nel centro storico di Modena, posto in locazione nonostante le dimensioni inferiori ai limiti previsti. Il provvedimento è arrivato dopo un sopralluogo della polizia locale nell’immobile, con l’obbligo per il proprietario di riportarlo alle condizioni originarie.
La vicenda è stata commentata da Marzio Govoni, presidente di Federconsumatori ed ex segretario del Sunia, che ha seguito il fenomeno degli alloggi di dimensioni ridotte. Secondo Govoni, l’intervento rappresenta un segnale positivo nel contrasto agli abusi nel settore degli affitti, sia a Modena sia nel resto della provincia.
Gli annunci sotto i limiti di legge
Govoni riferisce che, dopo una campagna di informazione sul fenomeno, sarebbero scomparsi dai principali portali immobiliari circa quindici appartamenti monitorati nel territorio provinciale. Tra questi, uno misurava appena sette metri quadrati ed era stato indicato come il più piccolo alloggio autonomo offerto in affitto in Italia.
Annunci di appartamenti con superfici inferiori ai 20 metri quadrati non risultano più presenti, secondo quanto riferito da Govoni, su Idealista, Immobiliare.it e Casa.it. Le inserzioni ancora visibili con metrature ridotte riguarderebbero invece camere, non abitazioni autonome. Per Federconsumatori, il controllo degli immobili e la verifica della regolarità dei contratti sono strumenti decisivi in una provincia segnata dalla difficoltà di trovare alloggi a prezzi accessibili.
Il nodo dei contratti transitori
Tra le questioni indicate dalle associazioni c’è anche quella degli affitti non registrati. Una parte degli immobili risulterebbe inutilizzata nelle statistiche, pur essendo effettivamente occupata, con conseguenze sulla lettura della disponibilità abitativa. Le associazioni e le amministrazioni stanno lavorando sul tema, con il coinvolgimento della Provincia.
Un ulteriore fronte riguarda le stanze, il cui costo può arrivare a livelli paragonabili a quelli di un monolocale di alcuni anni fa. Il Sunia segnala inoltre la crescita degli affitti transitori da uno a diciotto mesi, che dovrebbero essere giustificati da esigenze specifiche del locatore o dell’inquilino e prevedere l’applicazione dei canoni concordati.
Secondo Govoni, in diversi casi questa formula verrebbe utilizzata per ottenere canoni più elevati, senza rispettare le condizioni previste per i contratti transitori. Le segnalazioni, sostiene il presidente di Federconsumatori, stanno contribuendo a ridurre gradualmente gli abusi e a riportare l’attenzione sulla regolarità delle locazioni.