Una giornata di mobilitazione contro la guerra e il commercio di armi ha avuto il suo momento centrale al porto canale di Marina di Ravenna. Nel pomeriggio, un gruppo di militanti è entrato in azione a bordo di otto gommoni, con l’obiettivo dichiarato di impedire il transito di una nave mercantile che, secondo quanto riferito dai manifestanti, sarebbe stata in procinto di partire con un carico di armi.
L’iniziativa si è svolta in via della Foca Monica, all’altezza della centrale Enel. I partecipanti hanno occupato lo specchio d’acqua disponendosi con le imbarcazioni lungo il canale e rallentando le operazioni legate al traffico portuale. La protesta è stata organizzata nel quadro della mobilitazione contro la guerra e contro il trasporto di armamenti.
Controlli sul canale
Sul posto sono intervenute la Guardia Costiera e la Guardia di Finanza, impegnate a controllare il regolare svolgimento della manifestazione e la situazione nel canale. Nel testo non vengono riferiti feriti né altri episodi di particolare criticità durante l’azione dei militanti.
In base alle informazioni diffuse durante la protesta, l’uscita della nave era prevista per sabato alle 5. In un primo momento i manifestanti avevano ipotizzato di mantenere il blocco fino a quell’orario, proseguendo la presenza in acqua per tutta la notte. Successivamente, però, è stata presa una decisione diversa.
La protesta rientra
Il presidio si è concluso attorno alle 18, con il rientro dei gommoni e la fine del blocco del traffico sul canale. L’iniziativa non ha quindi proseguito fino alla prevista partenza della nave. Restano al centro della mobilitazione le richieste dei partecipanti contro il coinvolgimento dei porti nel transito di armamenti e contro le operazioni legate alla guerra.