Opera (MI)

Opera, l’associazione: «Sui presunti pestaggi serve ancora verità»

Le verifiche restano aperte mentre il Governo richiama lavori, assistenza sanitaria e sicurezza

Dopo la risposta fornita dal Governo al Senato, la presidente di Quei Bravi Ragazzi Family, Nadia Di Rocco, torna a chiedere chiarezza sulle condizioni della casa di reclusione di Opera e sui presunti episodi di violenza denunciati da alcuni detenuti. Le indagini sono ancora in corso e, secondo l’associazione, restano da chiarire sia gli esiti degli accertamenti ispettivi sia le eventuali criticità riscontrate all’interno dell’istituto.

La replica dell’associazione arriva dopo l’intervento del viceministro Valentino Valentini, che ha risposto in rappresentanza del Governo all’interrogazione presentata al Senato da Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd. Nel corso della risposta, l’Esecutivo ha richiamato gli investimenti programmati, gli interventi di riqualificazione, la presenza dell’assistenza sanitaria e le misure per rafforzare la sicurezza. Per Di Rocco, tuttavia, l’elenco delle iniziative non chiarisce da solo quali fossero le condizioni effettive nei reparti interessati dalle segnalazioni.

Le verifiche sulle condizioni dell’istituto

La presidente di Quei Bravi Ragazzi Family sostiene che le denunce relative a condizioni definite dai detenuti inaccettabili, inumane e degradanti non possano essere archiviate attraverso una generica rassicurazione istituzionale. L’associazione chiede di sapere quali accertamenti siano stati svolti, quali segnalazioni siano state esaminate e quali provvedimenti siano stati adottati dopo le verifiche.

Nella risposta parlamentare, il Governo ha precisato che alcune circostanze non avrebbero trovato riscontri oggettivi, mentre altre risultano ancora sottoposte all’esame dell’autorità giudiziaria. Una distinzione che, secondo l’associazione, impone di non confondere le denunce con fatti già definitivamente accertati, ma non esclude la necessità di rendere trasparenti gli esiti dei controlli amministrativi. La conoscenza delle verifiche, sostiene Di Rocco, rappresenta un elemento essenziale per valutare l’effettività del controllo esercitato dalle istituzioni.

Nel quadro degli interventi annunciati, il Governo ha indicato lavori per circa tre milioni di euro. La progettazione esecutiva sarebbe stata completata e la procedura di gara risulterebbe in fase di avvio. Si tratta, secondo l’associazione, di opere rilevanti, che però non consentono di stabilire quali condizioni di vita siano garantite oggi alle persone detenute nei reparti oggetto delle segnalazioni.

I presunti episodi di violenza

Un capitolo distinto riguarda i presunti pestaggi che sarebbero avvenuti il 24 dicembre 2025. Il Governo ha confermato che le indagini preliminari, coordinate dalla Procura, sono tuttora aperte e che gli atti sono coperti dal segreto investigativo previsto dall’articolo 329 del codice di procedura penale.

Nella ricostruzione riferita in Parlamento viene richiamata anche una grave turbativa dell’ordine interno verificatasi il giorno precedente, con violenze e danneggiamenti che avrebbero coinvolto un gruppo consistente di detenuti. Per Di Rocco, questo elemento dovrà essere valutato dagli inquirenti nel contesto complessivo della vicenda, senza anticipare conclusioni sulla responsabilità dei singoli.

L’associazione sottolinea però che la necessità di ripristinare l’ordine e tutelare la sicurezza dell’istituto non può giustificare, in alcun caso, eventuali condotte violente. Alle istituzioni spetta il compito di proteggere il personale e garantire la sicurezza collettiva, ma anche di tutelare le persone sottoposte alla loro custodia. Su questi aspetti, conclude la presidente, la richiesta di verità e giustizia resta aperta.