Piemonte

Contro bullismo e cyberbullismo, nelle scuole piemontesi arriva il progetto del Consiglio regionale

Un percorso formativo da pari a pari che coinvolge sedici istituti per contrastare la prevaricazione e l'emarginazione tra giovanissimi

Contro bullismo e cyberbullismo, nelle scuole piemontesi arriva il progetto del Consiglio regionale

Oggi, venerdì 30 ottobre 2026, il Piemonte si conferma protagonista di un’ampia campagna di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio. L’iniziativa è promossa e sostenuta dal Consiglio regionale del Piemonte, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale, ed è affidata all’azione diretta dei giovani del progetto Mabasta. Il cuore dell’iniziativa risiede nell’applicazione del protocollo d’azione peer-to-peer ideato dagli studenti per consentire alle classi di individuare, prevenire e smontare sul nascere ogni forma di prepotenza, emarginazione o prevaricazione.

Il progetto si inserisce nel percorso di impegno istituzionale del Consiglio regionale del Piemonte per la prevenzione e il benessere e si fonda sulla convinzione che il contrasto a questi fenomeni richieda non soltanto informazione e sensibilizzazione, ma anche il coinvolgimento diretto di chi vive quotidianamente la realtà scolastica.

I sedici istituti coinvolti nelle otto province

Il percorso coinvolge sedici istituti scolastici, due per ogni provincia del Piemonte:

  • Provincia del Verbano-Cusio-Ossola: I.C. Domo 1 a Domodossola e I.C. Rina Monti a Verbania
  • Provincia di Vercelli: I.C. S. Ignazio da Santhià a Santhià e I.C. G. Ferraris a Vercelli
  • Provincia di Alessandria: I.C. 2 ad Acqui Terme e D.D. Valenza a Valenza
  • Provincia di Novara: I.C. Behar a Trecate e I.C. Rita Levi Montalcini a Novara
  • Provincia di Biella: I.C. Biella 2 e I.C. Biella 3 a Biella
  • Provincia di Cuneo: I.C. Quartiere Piave San Cassiano ad Alba e I.C. Andrea Paglieri a Fossano
  • Provincia di Torino: D.D. Allievo a Torino e I.C. Gassino Torinese a Gassino Torinese
  • Provincia di Asti: I.C. 3 e I.C. 4 ad Asti

Gli incontri nelle classi si svolgono fino a venerdì 30 ottobre 2026 e coinvolgono studenti, classi e docenti. Il progetto si propone di rafforzare nelle comunità scolastiche una cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità, offrendo ai giovani strumenti concreti per riconoscere e contrastare il bullismo, il cyberbullismo e il bodyshaming. Sotto la guida del team giovanile guidato dal fondatore Mirko Cazzato, gli studenti delle scuole coinvolte vengono accompagnati nell’adozione di strumenti concreti, come la nomina del MabaProf e l’elezione dei Bulliziotti in ogni classe, la compilazione del MabaTest e l’installazione delle BulliBox, sia fisiche che digitali per segnalazioni anonime, trasformando gli stessi alunni nei primi protagonisti della tutela del proprio ambiente scolastico.

Le dichiarazioni dei promotori regionali e del team giovanile

«Credo che la cosa più importante sia far capire ai ragazzi che, davanti a un episodio di bullismo, non bisogna sentirsi impotenti e soprattutto non bisogna pensare che non ci riguardi. A volte basta accorgersi che un compagno è rimasto solo, trovare il coraggio di avvicinarsi o dire che certi comportamenti non vanno bene. Sono gesti semplici, ma possono fare la differenza per chi li riceve. Per questo abbiamo voluto sostenere il ‘modello Mabasta’ e portarlo in 16 scuole del Piemonte: perché i ragazzi non siano soltanto quelli a cui spieghiamo cosa è giusto e cosa è sbagliato, ma diventino parte attiva nel creare un ambiente in cui stare bene insieme. Il rispetto, in fondo, comincia proprio da come trattiamo le persone che abbiamo accanto, ogni giorno», dichiara il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco.

«Ho voluto fortemente questo progetto perché credo che la lotta al bullismo e al cyberbullismo debba partire dalle scuole e dal coinvolgimento diretto dei ragazzi. Sin da subito ho sostenuto e presentato il modello “Mabasta” all’Ufficio di Presidenza, convinto del valore di un’iniziativa capace di dare voce ai giovani e renderli protagonisti del cambiamento. Questi incontri rappresentano un’occasione concreta per promuovere il rispetto, l’inclusione e la responsabilità. Investire sui ragazzi significa costruire comunità scolastiche più consapevoli e sicure. Il nostro impegno è far sì che nessuno si senta solo e che ogni studente possa vivere la scuola con serenità e fiducia», spiega il vicepresidente dell’organismo Franco Graglia.

«Prevenire il bullismo e il cyberbullismo e garantire il benessere dei giovani significa assicurare a ogni ragazza e a ogni ragazzo un ambiente sicuro, inclusivo e rispettoso. Con l’iniziativa “Ma Basta Bullismo in Piemonte” gli studenti diventano protagonisti della prevenzione attraverso il modello peer to peer, imparano a riconoscere i comportamenti prevaricatori, a sostenere i compagni e a diffondere una cultura del rispetto. Non possiamo aspettare che il bullismo produca sofferenza, isolamento o disagio, ma le istituzioni hanno il dovere di intervenire prima, di sostenere concretamente le scuole e promuovere percorsi per dare ai giovani gli strumenti per chiedere aiuto, reagire alle difficoltà e non lasciare solo chi è in una situazione di fragilità. Vogliamo un Piemonte in cui nessun ragazzo si senta solo e in cui il rispetto non sia soltanto un principio, ma un valore praticato ogni giorno, dentro e fuori dalla scuola», sottolinea il consigliere segretario Fabio Carosso.

«Il bullismo non si combatte soltanto parlandone – è il commento di Mirko Cazzato, fondatore e team leader di Mabasta – ma coinvolgendo i ragazzi e rendendoli protagonisti della soluzione. Portare il Modello Mabasta in 16 scuole del Piemonte, grazie al sostegno del Consiglio regionale, è un’importante opportunità per diffondere una cultura del rispetto e dell’inclusione. Ringraziamo il presidente Davide Nicco, il vicepresidente Franco Graglia, il Consigliere segretario Fabio Carosso e il Consiglio regionale del Piemonte per aver creduto in questo progetto. Siamo convinti che il cambiamento più autentico nasca dai giovani, quando vengono ascoltati e messi nelle condizioni di agire concretamente».