Due milioni e 88mila euro di perdita nel 2025 e oltre due milioni e mezzo considerando le perdite pregresse. Sono i numeri del bilancio del Coeso, il consorzio al quale venti Comuni affidano servizi sociali e sociosanitari, richiamati da Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta. L’esponente dell’opposizione chiede maggiore chiarezza sui conti e sulle decisioni da assumere per garantire la continuità delle prestazioni rivolte alle persone fragili.
La posizione è stata espressa in un comunicato dopo l’ultimo Consiglio comunale di Grosseto. Secondo De Martis, il sindaco, nella sua veste di presidente del Coeso, avrebbe illustrato per circa quaranta minuti l’aumento dei costi, l’insufficienza dei finanziamenti e la necessità di una riorganizzazione, senza però chiarire come sia stato possibile approvare nel febbraio 2025 un preventivo in pareggio e chiudere l’esercizio con una perdita superiore ai due milioni di euro.
Lo scostamento tra previsioni e consuntivo
Nel documento, De Martis osserva che alcuni elementi di criticità erano già noti. Gli aumenti legati al contratto delle cooperative sociali risalivano al gennaio 2024, mentre le difficoltà della Rsa di Scansano e la scadenza del contributo regionale, pari a oltre 500mila euro annui, erano preesistenti. Il consuntivo 2025, sempre secondo i dati citati dal consigliere, evidenzia un incremento dei costi complessivi di circa 2,5 milioni di euro rispetto alle previsioni, a fronte di maggiori ricavi per circa 500mila euro. Lo scostamento netto, concentrato nella componente sociale del bilancio, sarebbe quindi di circa due milioni.
De Martis richiama inoltre il parere dei revisori, che in occasione del preventivo avevano raccomandato di verificare durante l’anno eventuali variazioni della spesa, assicurandone la copertura. Il consigliere contesta anche i tempi dell’informativa fornita dal sindaco, arrivata dopo la conclusione del dibattito consiliare. A suo giudizio, il tema avrebbe dovuto essere affrontato prima in commissione, con la documentazione a disposizione dei consiglieri. Il Comune di Grosseto dovrà accantonare circa 620mila euro per la quota di perdita attribuita all’ente.
La proposta sui servizi sociali
La critica, precisa il capogruppo, non vuole limitarsi alla gestione del passato. Il piano di economie annunciato dovrà essere valutato sulla base dei risultati e senza ridurre i servizi. La diminuzione degli affitti e delle spese amministrative viene considerata utile, ma non sufficiente: secondo De Martis servirebbe una strategia sociale pluriennale, costruita sui diversi bisogni e profili di salute delle aree di Grosseto, Amiata e Colline Metallifere.
Nel comunicato viene posta anche la questione della quota capitaria, cioè il contributo che ciascun Comune versa annualmente al Coeso per ogni abitante. La somma, ha ricordato lo stesso sindaco secondo De Martis, è rimasta sostanzialmente ferma a 46 euro dal 2010 al 2025, mentre nello stesso periodo l’inflazione ha raggiunto il 33,5 per cento. L’esponente di Grosseto Città Aperta sostiene che il confronto debba coinvolgere tutti i venti Comuni, insieme a Regione e Asl per gli ambiti di rispettiva competenza, valutando anche l’impatto dei costi sulle famiglie assistite.
Tra le proposte avanzate c’è la destinazione stabile al welfare territoriale degli utili delle Farmacie comunali spettanti al Comune di Grosseto. Nel 2025 le farmacie hanno registrato quasi 1,3 milioni di euro di utile, dei quali circa 650mila euro destinati al Comune, in linea con i risultati degli anni precedenti. De Martis propone di indirizzare queste risorse ai servizi sociali invece di farle confluire nel bilancio generale. L’obiettivo dichiarato non sarebbe tamponare il disavanzo, ma indicare una priorità strutturale per sostenere gli interventi rivolti ad anziani, persone con disabilità, minori e famiglie in condizioni di fragilità.