Una delegazione del governo dell’Uganda ha visitato il depuratore di Arzignano gestito da Acque del Chiampo, con l’obiettivo di conoscere il sistema di trattamento delle acque a servizio del distretto conciario vicentino. A guidare il gruppo è stato Jerome Nuwabasa, rappresentante del Ministero dell’Industria e del Commercio ugandese.
Il modello del distretto conciario
La visita è stata organizzata da Assomac, l’associazione nazionale dei costruttori di tecnologie per l’industria della pelle, della calzatura e della pelletteria. Ad accompagnare gli ospiti sono stati Andrea Chiorboli, direttore generale di Acque del Chiampo, Massimo Confente, presidente della Sezione Pelle e Cuoio di Confindustria Vicenza, e Mauro Bergozza, presidente di Assomac.
Il governo ugandese sta valutando lo sviluppo di una nuova filiera della pelle, destinata in una prima fase al mercato interno. In questo percorso rientra anche la necessità di realizzare un adeguato sistema di depurazione per la gestione dei reflui prodotti dalle attività industriali.
Nel corso dell’incontro, Chiorboli ha illustrato il funzionamento dell’impianto, il trattamento dei reflui industriali e civili, le modalità di gestione del servizio e i rapporti con le imprese del distretto conciario. Sono stati inoltre presentati il sistema di tariffazione e gli aspetti organizzativi ed economici legati alla gestione delle acque.
Interesse per tecnologia e sostenibilità
La delegazione ha manifestato particolare interesse per il modello di Acque del Chiampo, osservato sia sotto il profilo tecnologico e ambientale sia per quanto riguarda l’organizzazione del servizio e la sostenibilità economica. L’esperienza del distretto vicentino è stata esaminata come possibile riferimento per accompagnare la crescita della filiera conciaria ugandese.
Al termine della visita, gli ospiti hanno espresso apprezzamento per un sistema che punta a coniugare sviluppo industriale, gestione delle risorse idriche e tutela dell’ambiente. L’incontro ha quindi messo in relazione le esigenze del progetto ugandese con l’esperienza maturata nel territorio di Arzignano, dove il trattamento delle acque è strettamente collegato alle attività del comparto della pelle.