Il comparto della ristorazione nel Riminese registra una crescita nell’arco di quindici anni. Secondo l’analisi realizzata sulla base dei dati Infocamere e riportata in un report della Camera di Commercio, le imprese attive sono passate da 2.522 nel 2010 a 2.668 nel 2025, con un incremento complessivo del 5,7 per cento.
Rimini resta il comune con più attività
Il maggior numero di imprese si concentra nel capoluogo. Nel 2025 Rimini conta 1.154 attività di ristorazione, 44 in più rispetto alle 1.110 del 2010. L’aumento è pari al 4 per cento e conferma il ruolo centrale della città nel tessuto economico provinciale legato alla ristorazione.
La crescita più consistente in termini percentuali riguarda però Riccione. Le imprese del settore sono aumentate da 378 a 468, con 90 attività in più e una variazione positiva del 24 per cento rispetto al 2010. Il dato colloca la località al secondo posto della provincia per numero di attività, alle spalle di Rimini.
In calo Bellaria, Cattolica e alcuni centri dell’entroterra
Alle due principali località seguono Bellaria e Cattolica, che nel 2025 contano rispettivamente 196 e 189 imprese. Per entrambi i comuni, tuttavia, il confronto con il 2010 evidenzia una diminuzione: Bellaria ne contava 218, mentre Cattolica 196.
Il quadro è differenziato anche negli altri territori. Santarcangelo di Romagna passa da 106 attività nel 2010 a 123 nel 2025, dopo aver raggiunto quota 125 nel 2020. Tra i comuni della Valconca, invece, Morciano di Romagna scende da 46 a 41 imprese.
Nel territorio dell’entroterra, San Leo registra una contrazione da 19 a 17 attività e Sant’Agata Feltria passa da 13 a 11. In controtendenza Novafeltria, dove le imprese della ristorazione aumentano da 41 a 45. I dati restituiscono quindi una distribuzione non uniforme della crescita, con risultati più marcati nei principali centri turistici e variazioni negative in diversi comuni minori.