È stata inaugurata giovedì 29 ottobre, nella Sala del Consiglio della Provincia di Piacenza, la mostra Il rispetto tiene banco, realizzata dagli studenti e dalle studentesse delle scuole superiori del territorio. L’esposizione conclude l’omonimo progetto dedicato alla prevenzione della violenza di genere e alla diffusione della cultura del rispetto, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e coordinato dalla Provincia di Piacenza, capofila dell’iniziativa.
Un percorso tra immagini e suoni
Il fulcro dell’allestimento è un percorso immersivo costruito come un tunnel di immagini, suoni e parole. L’esperienza accompagna i visitatori attraverso le cosiddette gabbie invisibili generate da controllo, possesso, stereotipi e violenza psicologica. Il concept e la direzione artistica sono dell’artista Antonio Cotecchia, conosciuto come Kotè, che ha seguito anche i laboratori con i ragazzi.
Il lavoro affronta comportamenti che possono precedere le forme più evidenti di violenza: dalla gelosia scambiata per amore alle domande insistenti, dal controllo degli spostamenti alla pretesa di risposte immediate ai messaggi. Nel progetto sono stati approfonditi anche il possesso, i ricatti digitali e le dinamiche di isolamento. Le opere danno forma a emozioni e paure spesso difficili da riconoscere o raccontare, proponendo al termine del percorso un messaggio di speranza e di possibilità di recuperare la propria libertà.
Hanno partecipato le classi terze e quarte degli istituti Cassinari-Tramello e Isii Marconi di Piacenza, del Volta di Castelsangiovanni e del San Colombano di Bobbio. Gli studenti sono stati coinvolti in incontri formativi, laboratori podcast e attività artistiche, diventando parte attiva di un percorso di riflessione restituito ora alla comunità.
La percezione della sicurezza
Tra i partner figurano Cipm Emilia Impresa Sociale, il Centro Antiviolenza di Piacenza dell’associazione La città delle donne, Piacenza Network Aps – Web Radio PC Radio Cult e l’associazione ArteViva Ets con Kotè. Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, la presidente della Provincia Monica Patelli, la presidente del Tavolo provinciale contro la violenza sulle donne e di genere Nadia Pompini, rappresentanti del Comune, del Centro Antiviolenza, di Cipm Emilia Impresa Sociale e di Piacenza Network. Hanno portato la propria esperienza anche uno studente e una studentessa coinvolti nel progetto.
Nel corso dell’incontro Lorenzo Turci, dell’Ufficio Statistica della Provincia, ha illustrato i risultati di un’indagine sulla percezione della sicurezza delle donne. Il questionario è stato compilato da un campione spontaneo e non rappresentativo di 210 donne residenti in 19 comuni della provincia. L’81% ha dichiarato di sentirsi insicura nelle aree isolate, il 74% nei boschi e sui sentieri e il 66% nei parchi e nei giardini pubblici. Tra le richieste più frequenti figurano una maggiore presenza delle forze dell’ordine, indicata dal 59%, e più illuminazione, segnalata dal 32%.
L’indagine ha rilevato anche una conoscenza limitata dei servizi disponibili: soltanto il 37% delle partecipanti conosce il centro antiviolenza provinciale. La percentuale scende al 22% nei comuni diversi dal capoluogo, mentre raggiunge il 60% a Piacenza. Inoltre, l’80% delle intervistate ha risposto non lo so ad almeno una domanda sulle iniziative promosse dal proprio Comune.
La mostra sarà visitabile fino all’11 novembre negli orari di apertura al pubblico della Provincia di Piacenza. L’iniziativa rientra nel programma coordinato dal Tavolo provinciale in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La Provincia segnala la presenza di luci intermittenti ed effetti stroboscopici, potenzialmente problematici per persone con ipersensibilità sensoriale o a rischio di epilessia fotosensibile. Per informazioni sono disponibili l’indirizzo pariopportunita@provincia.pc.it e il numero 0523 795846.