Si annuncia una giornata di possibili disagi per venerdì 30 ottobre, quando l’Unione Sindacale di Base ha indetto una mobilitazione nazionale rivolta al personale del settore pubblico e di quello privato. La protesta nasce da una serie di rivendicazioni economiche e sociali, tra cui l’adeguamento degli stipendi all’aumento del costo della vita e il contenimento delle spese che gravano sulle famiglie.
La precettazione nel settore dei trasporti
Le conseguenze sul trasporto pubblico dovrebbero tuttavia essere più contenute rispetto a quanto inizialmente previsto. Il ministro Matteo Salvini ha infatti disposto la precettazione del personale del comparto, dopo il rilievo della Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali.
La Commissione ha segnalato, con riferimento al trasporto pubblico locale, la violazione del periodo di franchigia previsto in occasione della commemorazione dei defunti. La fascia di tutela è compresa tra il 30 ottobre e il 5 novembre: per questo motivo la mobilitazione non potrà svolgersi nella data originariamente indicata per il settore dei trasporti e dovrà essere riprogrammata. Le modalità e la nuova data saranno comunicate successivamente dall’organizzazione sindacale.
Le richieste dell’Unione Sindacale di Base
Tra gli obiettivi indicati dall’USB c’è il recupero del potere d’acquisto attraverso l’aumento delle retribuzioni in linea con l’inflazione, anche mediante il ripristino della scala mobile, il meccanismo che adegua automaticamente gli stipendi alla crescita dei prezzi. Il sindacato chiede inoltre un intervento pubblico per ridurre il costo dei beni essenziali, delle bollette e degli affitti.
La piattaforma comprende anche la richiesta di una riduzione dell’IVA sui prodotti di prima necessità. L’USB contesta poi il livello delle risorse destinate alle spese militari, ritenuto eccessivo rispetto ai finanziamenti disponibili per sanità, istruzione e altri servizi pubblici.
Alla mobilitazione dovrebbero partecipare anche le principali associazioni studentesche. In segno di solidarietà con le rivendicazioni dello sciopero, nella serata precedente sono state occupate la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università La Sapienza di Roma, l’aula magna dell’Università Statale di Milano e il Campus Einaudi di Torino.