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A Milano il turismo religioso tra fede, tutela e sviluppo

Cabina nazionale per coordinare dati, cammini e accoglienza: la proposta emersa durante l'incontro lombardo

A Milano il turismo religioso tra fede, tutela e sviluppo

Il turismo religioso è stato al centro del convegno Il Capitale Spirituale dell’Italia, organizzato il 26 ottobre a Milano per discutere di come valorizzare chiese, santuari, monasteri, abbazie e cammini senza trasformarli in semplici destinazioni turistiche. All’incontro hanno partecipato istituzioni, rappresentanti ecclesiastici, professionisti e imprese, con l’obiettivo di mettere in relazione tutela del patrimonio, identità spirituale e ricadute positive sulle comunità.

In un messaggio trasmesso dal cardinale Pietro Parolin, Papa Leone XIV ha sottolineato che il patrimonio religioso non è soltanto una testimonianza artistica e architettonica, ma una memoria viva, radicata nella storia dei territori e capace di favorire la conoscenza reciproca tra culture e popoli. Il Pontefice ha incoraggiato l’impegno a unire tradizione e fede al servizio della collettività, richiamando il radicamento storico e umano del cristianesimo.

Un settore tra cammini e accoglienza

Ad aprire i lavori sono stati Massimo Loiacono, direttore di Italia Professioni, e Marcello Guadalupi, presidente dell’impresa sociale MilanoPerCorsi. In collegamento video, la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo ha ricordato le radici religiose e culturali della città, dal Duomo alle basiliche, e la sua vocazione all’incontro tra culture e confessioni differenti. Biagio Maimone, coordinatore per l’Italia della World Religious Tourism Network, ha indicato sostenibilità, solidarietà e spiritualità come principi di un turismo orientato anche alla ricerca interiore e al dialogo.

Nel corso del convegno è stata proposta una sede istituzionale nazionale dedicata al comparto, con il compito di coordinare le politiche di promozione, raccogliere dati e favorire un’equilibrio tra sviluppo economico e salvaguardia dei luoghi della fede. Maimone ha inoltre indicato la necessità di uno studio scientifico sul settore, mentre Marco Fagotti, incaricato della Sezione Turismo religioso dell’Ufficio Catechistico Nazionale, ha richiamato il ruolo delle comunità ecclesiali e la necessità di formare guide capaci di restituire ai visitatori il significato storico e spirituale dei siti.

Massimo Pavanello, incaricato per il Turismo e i Pellegrinaggi dell’Arcidiocesi di Milano, ha approfondito il valore del pellegrinaggio come esperienza di preghiera, conoscenza e relazione con il territorio. In vista del Giubileo del 2033, ha sottolineato l’importanza di un’accoglienza sostenibile e della valorizzazione dei cammini per distribuire i flussi nel corso dell’anno. Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, ha indicato in circa 3.000 strutture la rete dell’ospitalità religiosa, per una capacità vicina ai 200mila posti letto, chiedendo una raccolta sistematica delle informazioni.

I numeri dei cammini

Secondo i dati citati durante l’iniziativa e attribuiti al portale istituzionale Italia.it, nel 2025 i viaggiatori sui cammini religiosi italiani sono stati 300.046, il 56,7 per cento in più rispetto all’anno precedente, con un’impatto economico stimato in 336,4 milioni di euro. Gli organizzatori hanno precisato che le cifre riguardano i cammini e non l’intero comparto. Tra i progetti presentati c’è il Cammino Spirituale Basilicata Coast to Coast, illustrato da Nicola Timpone, direttore del GAL La Cittadella del Sapere, nell’ambito della collaborazione tra l’Area Sud della Basilicata, che comprende 27 Comuni, e la World Religious Tourism Network.

Durante i lavori sono stati affrontati anche il ruolo delle guide, la comunicazione digitale, la responsabilità ambientale e le ricadute economiche e sociali della valorizzazione integrata. La proposta di un presidio permanente, da discutere con il Governo e il Ministero del Turismo, mira a coordinare istituzioni, Chiesa, enti territoriali, università e operatori, sostenendo anche la promozione delle destinazioni meno conosciute. La prospettiva emersa è accompagnare la crescita del settore senza sacrificare la funzione spirituale e comunitaria dei luoghi, favorendo inoltre il dialogo interreligioso e la pace attraverso l’iniziativa Religious Tourism for Peace.