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Anthropic in Borsa tra Fomo e rischi dell’AI

Il prospetto avverte sui possibili pericoli dei modelli, mentre ricavi, capitali e dubbi sulla sostenibilità alimentano la corsa degli investitori.

Anthropic si prepara a sbarcare a Wall Street con una richiesta al mercato che potrebbe arrivare a 100 miliardi di dollari. Nel prospetto depositato alla Sec, l’azienda avverte anche dei rischi legati ai propri prodotti: i modelli potrebbero provocare una catastrofe, sfuggire al controllo umano e, nello scenario peggiore, contribuire all’estinzione della specie. Un’eventualità indicata tra i fattori capaci di incidere negativamente sui risultati economici.

Fondata nel 2021 da Dario e Daniela Amodei insieme ad altri cinque ex dipendenti di OpenAI, Anthropic punta a una valutazione compresa tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari. Prezzo delle azioni e dimensione definitiva dell’offerta non sono ancora stati stabiliti. Secondo Dan Primack, business editor di Axios, le cifre dell’operazione potrebbero comunque avere un peso relativo rispetto alla disponibilità del mercato a finanziare il settore dell’intelligenza artificiale.

La corsa ai capitali

La dinamica descritta è quella della Fomo, la paura di restare fuori da un’opportunità mentre altri investitori ottengono guadagni. I gestori potrebbero avere difficoltà a giustificare l’assenza dal portafoglio di una società che, al momento della quotazione, potrebbe entrare tra le dieci aziende più capitalizzate al mondo. Nel frattempo SpaceX ha annunciato un finanziamento da 40 miliardi per acquistare Gpu e Meta punta a raccogliere fino a 95 miliardi per la propria infrastruttura AI. Con l’ipotetica offerta di Anthropic, il totale arriverebbe a 235 miliardi di dollari, pari allo 0,7% del Pil americano.

I dati presentati nel prospetto mostrano una crescita molto rapida. Anthropic avrebbe fatturato 41 milioni di dollari nel 2023, 4,6 miliardi nel 2025 e 16,3 miliardi nei primi sei mesi del 2026. I clienti che spendono almeno un milione di dollari all’anno sono oltre 1.900, mentre circa 250 superano i dieci milioni. Il software dell’azienda viene utilizzato da più della metà delle società Fortune 500, soprattutto per attività aziendali, sviluppo e applicazioni professionali.

Claude Code e Claude Cowork avrebbero conquistato l’interesse degli ingegneri delle grandi aziende tecnologiche, al punto da spingere alcuni gruppi a ridurne l’uso per contenere i costi e limitare la dipendenza da un concorrente. Secondo The Information, Microsoft avrebbe tagliato di oltre un terzo il budget interno destinato a Claude, mentre Meta avrebbe ridotto da 60mila a 30mila il numero dei dipendenti che utilizzano Claude Code. La società punta inoltre a estendere i propri modelli alla ricerca scientifica, alla biologia e alla sanità.

Costi, conti e governance

La strategia di Anthropic mira a controllare sia l’infrastruttura sia le applicazioni. Gli accordi per capacità di calcolo e data center, secondo stime del Financial Times, supererebbero gli 800 miliardi di dollari fino al 2045. Amazon e Google sono contemporaneamente investitori, fornitori di potenza di calcolo, distributori e concorrenti. Nel primo semestre del 2026, il 48% dei ricavi di Anthropic sarebbe passato attraverso i grandi fornitori cloud.

Nel periodo la società ha registrato una perdita netta di 80,7 miliardi di dollari, influenzata soprattutto dalla rivalutazione degli strumenti finanziari. Al netto di questi effetti, il risultato netto rettificato sarebbe stato positivo per 2,7 miliardi. Nello stesso periodo Amazon avrebbe contabilizzato circa 63 miliardi di plusvalenze su partecipazioni in società private e Alphabet circa 136 miliardi su investimenti azionari, senza indicare nel dettaglio il peso della quota Anthropic.

I dati operativi indicano però un miglioramento dell’efficienza. All’inizio del 2025 l’azienda spendeva circa 2,50 dollari di capacità di calcolo per ogni dollaro di ricavi; nel secondo trimestre del 2026 il rapporto sarebbe sceso sotto i 50 centesimi. Nello stesso trimestre Anthropic avrebbe prodotto quasi un miliardo di utile operativo. Resta il rischio che una crescita della domanda inferiore alle attese renda insostenibile la corsa agli investimenti.

La governance limita l’influenza degli azionisti ordinari: i sette fondatori conserveranno il 50,1% del potere di voto attraverso una speciale categoria di azioni. Un Long-Term Benefit Trust, del quale fa parte anche l’ex presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, avrà un ruolo nella composizione del consiglio. Anthropic avverte inoltre che potrebbe assumere decisioni contrarie alle aspettative degli investitori, perché la sicurezza dei modelli e il beneficio di lungo periodo per l’umanità rientrano nella missione societaria insieme alla redditività.

La quotazione dovrebbe chiarire quanto il mercato sia disposto a pagare per un’azienda ancora caratterizzata da elevati fabbisogni finanziari e da una forte interdipendenza con i propri investitori e fornitori. Dopo SpaceX e Anthropic, valutano l’accesso ai mercati anche OpenAI, Anduril, Databricks e Perplexity. La domanda non riguarda più soltanto l’esistenza di una bolla, ma la capacità dell’industria di trasformare l’enorme afflusso di capitale in produttività sostenibile.