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Geopolitica e sicurezza cambiano le scelte delle imprese

Massolo indica ai vertici societari nuovi criteri: filiere brevi, possibili rincari per famiglie, aziende

Geopolitica e sicurezza cambiano le scelte delle imprese

Le decisioni dei governi e gli equilibri internazionali sono entrati stabilmente nelle valutazioni strategiche delle imprese. A sottolinearlo è Giampiero Massolo, presidente di Fincantieri NexTech e vicepresidente di Mundys, intervenuto il 27 ottobre 2026 all’incontro La geopolitica del rischio e le imprese.

L’appuntamento è stato promosso dalla fondazione Aises Ets e dalla Spes Academy Carlo Azeglio Ciampi presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel corso dell’incontro, Massolo ha tenuto una lectio magistralis dedicata al rapporto tra la trasformazione degli equilibri globali, la sicurezza economica e la competitività del sistema produttivo.

Il rischio geopolitico nei consigli di amministrazione

Secondo Massolo, ciò che accade oltre i confini nazionali e le scelte dei governi sono ormai elementi ricorrenti nelle riunioni dei consigli di amministrazione. Le aziende, ha spiegato, stanno organizzando funzioni specifiche e chiedendo una preparazione sempre più adeguata ai dirigenti incaricati di valutare gli scenari internazionali.

Il contesto è segnato da rischi di destabilizzazione, frammentazione e incertezza, fattori che possono rendere più complesse le decisioni industriali e commerciali. Per questo, ha osservato il presidente di Fincantieri NexTech, la conoscenza degli equilibri geopolitici è diventata parte integrante della gestione d’impresa e non riguarda più soltanto gli specialisti di relazioni internazionali.

Sicurezza e catene di approvvigionamento

La conseguenza più rilevante riguarda il criterio con cui vengono valutate le scelte economiche. In passato la convenienza ha rappresentato un riferimento centrale; oggi, secondo Massolo, pesa sempre di più la necessità di ridurre l’esposizione ai rischi e di scegliere soluzioni considerate più sicure.

Una maggiore attenzione alla sicurezza può portare all’accorciamento delle catene di approvvigionamento. Le imprese potrebbero quindi privilegiare filiere più vicine o meno esposte alle tensioni internazionali, anche quando queste alternative risultano meno convenienti sotto il profilo dei costi.

Massolo ha richiamato infine gli effetti di questo orientamento su aziende e cittadini. Filiere più brevi, ha spiegato, possono esercitare una spinta inflazionistica sui prezzi. Si tratta di un costo collegato al nuovo scenario, nel quale la sicurezza economica assume un peso crescente nelle decisioni pubbliche e private.