Valle d'Aosta

In Valle d’Aosta crescono i residenti stranieri, tra lavoro e casa

Il rapporto illustrato ad Aosta fotografa squilibri occupazionali, percorsi scolastici e accesso agli alloggi.

La popolazione straniera in Valle d’Aosta è in aumento, mentre la regione continua a perdere abitanti e a invecchiare. È uno dei dati contenuti nel Dossier Statistico Immigrazione 2026, presentato ad Aosta, secondo cui a fine 2025 i residenti stranieri erano 9.194, pari al 7,5 per cento della popolazione regionale e 373 in più rispetto all’anno precedente. La crescita della componente migratoria si contrappone al calo demografico valdostano e contribuisce al ricambio generazionale.

Il rapporto è stato curato dal Centro studi e ricerche IDOS, da Confronti e dall’Istituto di Studi Politici San Pio V, con il sostegno del Fondo Otto per mille della Chiesa valdese. Alla presentazione sono intervenute Miguelina Baldera Santana, presidente di Uniendo Raices, e Milena Martinat, pastora della Chiesa valdese di Aosta.

Occupazione e percorsi scolastici

Nel mercato del lavoro, gli stranieri rappresentano il 7,9 per cento degli occupati valdostani, una quota inferiore alla media italiana del 10,7 per cento e a quella delle regioni del Nord-Ovest, compresa tra il 10 e il 13 per cento. Il 32,2 per cento dei lavoratori stranieri risulta sovraistruito, cioè possiede un titolo di studio superiore a quello richiesto dalla mansione, contro il 23,4 per cento degli italiani.

Soltanto il 9,9 per cento degli stranieri svolge una professione qualificata, rispetto al 32,6 per cento degli italiani, mentre il 18,3 per cento è impiegato in lavori manuali non qualificati, contro il 7,5 per cento. La presenza straniera è più consistente nelle costruzioni, nell’industria e nel lavoro domestico, dove raggiunge il 48,1 per cento degli addetti. Anche la disoccupazione registra uno scarto significativo: 8,4 per cento tra gli stranieri, contro il 3,5 per cento degli italiani.

La componente straniera cresce anche tra gli studenti, nonostante la diminuzione della popolazione scolastica complessiva. Tra l’anno scolastico 2018/2019 e il 2024/2025, gli iscritti sono scesi da 17.922 a 16.109, mentre quelli con cittadinanza straniera sono aumentati da 1.292 a 1.373, passando dal 7,2 all’8,5 per cento del totale. Di questi, 755, circa il 55 per cento, sono nati in Italia.

Le differenze risultano più evidenti nella scuola superiore: circa il 64 per cento degli studenti stranieri frequenta un istituto tecnico o professionale, rispettivamente nel 34 e nel 29,9 per cento dei casi. Tra gli italiani la quota supera di poco la metà. Durante l’incontro è stato sottolineato il rischio che l’orientamento scolastico indirizzi i giovani con background migratorio verso percorsi con minori opportunità di mobilità sociale.

Il nodo dell’abitare

Un lavoro stabile non sembra sufficiente a garantire l’accesso a un alloggio. La carenza di abitazioni residenziali, i canoni elevati, la concorrenza degli affitti turistici e i pregiudizi rendono difficile trovare casa anche a persone con una situazione occupazionale consolidata. Tiziana Gagliardi di EnAIP Valle d’Aosta ha presentato il progetto Habita Aosta, raccogliendo testimonianze sulle difficoltà incontrate nella ricerca di una locazione.

In diversi casi, le reti informali e le garanzie offerte da amici o conoscenti diventano decisive. Il problema riguarda anche i lavoratori stagionali, che cercano sistemazioni temporanee in località con una disponibilità limitata di alloggi. L’assenza di un indirizzo stabile può inoltre complicare le pratiche amministrative legate alla residenza e al soggiorno. Nel corso della presentazione è stata quindi evidenziata la necessità di soluzioni abitative dedicate e di considerare la casa anche come un diritto, non soltanto come un bene economico.

William Bonapace, referente regionale di IDOS, ha invitato a riflettere sul tipo di integrazione offerta, richiamando il rischio di un inserimento caratterizzato da lavori meno qualificati e opportunità limitate. Ha inoltre sottolineato la necessità di rivedere il linguaggio utilizzato per descrivere le migrazioni, ricordando la lunga storia dell’emigrazione italiana e valdostana.

La Valle d’Aosta registra intanto un progressivo invecchiamento. Al 31 dicembre 2025 i residenti erano 122.554, in lieve calo rispetto all’inizio dell’anno, mentre gli stranieri erano 9.194, di cui 4.769 donne. Si tratta di una popolazione mediamente più giovane: il 33,9 per cento ha meno di 30 anni, contro il 25,7 per cento degli italiani. Secondo le previsioni Istat, nei prossimi 25 anni la popolazione valdostana potrebbe diminuire del 9,7 per cento.

Nel 2025 le acquisizioni della cittadinanza italiana sono state 309, contro le 757 del 2015. Per l’accoglienza, erano disponibili 103 posti nei Centri di accoglienza straordinaria, occupati nel corso dell’anno da 184 persone, e 37 posti nell’unico progetto del Sistema di accoglienza e integrazione, che ha accolto 51 persone. Tra i principali Paesi di provenienza figurano Pakistan, Afghanistan e Nigeria.