Lombardia

In Bergamasca quasi 5 mila residenti stranieri in più in due anni

Il dossier regionale segnala una quota dell’11,5% e nuovi equilibri tra ingressi, cittadinanze e protezioni.

La presenza straniera continua a crescere in provincia di Bergamo, dove negli ultimi due anni si sono registrati quasi 5 mila residenti in più. Nel 2025 i cittadini stranieri rappresentavano l’11,5% della popolazione bergamasca. Il dato emerge dal Dossier statistico immigrazione 2026 di Idos, promosso da Cgil, Cisl e Uil Lombardia, che fotografa una crescita diffusa in tutta la regione.

Al 31 dicembre 2025 gli stranieri residenti in Lombardia erano 1.257.557, pari al 12,5% della popolazione regionale. L’incremento annuo è stato di 36.037 persone, il 3% in più rispetto all’anno precedente, dopo una crescita dell’1,5% nel 2024. La Lombardia si conferma così il principale polo di residenza straniera in Italia, dove la media complessiva si attesta al 9,4%.

La distribuzione per età e territorio

Il rapporto evidenzia differenze significative nella composizione anagrafica. I minori costituiscono il 20,1% degli stranieri residenti, contro il 14,2% tra gli italiani. Gli over 64, invece, sono il 6,1% della popolazione straniera e il 26,8% di quella italiana. Sul piano territoriale, la Città metropolitana di Milano concentra quasi 500 mila residenti stranieri, con un’incidenza del 15,4%, la più alta della regione. I valori più bassi si registrano a Sondrio, con il 6,8%, e a Como, con l’8,7%.

Le principali comunità presenti in Lombardia sono quella romena, con 168.384 residenti, quella egiziana, con 110.031, e quella marocchina, con 86.358. In provincia di Bergamo la crescita si è mantenuta poco sopra il 2% annuo. Nello stesso territorio sono diminuite le autorizzazioni legate alla protezione internazionale, passate dal 15,6% al 6,3% nel periodo considerato, mentre sono aumentati dal 4,9% al 6,1% i permessi per richiedenti asilo.

Cittadinanze e ricongiungimenti

L’elaborazione dei dati Istat realizzata dalla Cisl di Bergamo mostra anche l’aumento delle acquisizioni della cittadinanza italiana: 5.008 nel 2023, 6.599 nel 2024 e 6.483 nel 2025. I numeri descrivono una popolazione con un percorso di permanenza lungo e stabile. Nel 2024 gli uomini rappresentavano il 54% del totale. Tra le motivazioni previste dalla legge prevale quella legata alla residenza, con il 45%; seguono i minori che ottengono la cittadinanza per effetto di quella dei genitori, pari al 39%, il matrimonio con il 5%, l’elezione con il 7% e lo ius sanguinis con il 4%.

Nel confronto tra il 2023 e il 2024, tra le cittadinanze d’origine dei nuovi italiani prevale quella marocchina, compresa tra il 18% e il 19%, mentre quella albanese resta stabile al 13%. Diminuisce la componente senegalese, dal 9% al 6%, e cresce quella indiana, dal 10% al 15%.

Secondo Roberto Zanotti, presidente di Anolf Bergamo, i canali regolari di ingresso non riescono più a rispondere pienamente alla domanda di lavoratori e persone interessate a trasferirsi in Italia. Zanotti segnala in particolare i tempi spesso lunghi per i ricongiungimenti familiari e le difficoltà legate al decreto flussi, dalla valutazione del nulla osta fino al rilascio del permesso di soggiorno.

Nel territorio provinciale, aggiunge il presidente di Anolf Bergamo, sono attive esperienze che prevedono l’arrivo di persone selezionate nei Paesi d’origine, la formazione linguistica e professionale e l’avvio di esperienze lavorative. Tra le iniziative citate figura la gestione condivisa di un appartamento affidato dal Comune di Bergamo, con il coinvolgimento di Anolf, Mesa Popular, Comunità Ruah, Comunità di San Fermo, Mani Amiche e Donne in nero.