Le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo dal vivo scendono in sciopero dopo l’interruzione delle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, scaduto nel 2018. La mobilitazione è stata proclamata dal Coordinamento unitario di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpl Uil e coinvolge anche il territorio padovano, dove sono stati organizzati due presidi davanti al Teatro Verdi.
Gli appuntamenti sono in programma in via Livello 32: il primo sit-in si svolgerà al mattino, a partire dalle 9, mentre il secondo è previsto nel tardo pomeriggio, alle 18. La protesta rientra in un percorso più ampio annunciato dalle organizzazioni sindacali, che comprende anche il blocco del lavoro straordinario e culminerà nella manifestazione nazionale prevista a Roma il 9 novembre.
La rottura del tavolo negoziale
Slc Cgil Veneto, Fistel Cisl Veneto e Uil Fpl Veneto spiegano che la decisione di scioperare arriva dopo due anni di trattative e la rottura del confronto con Federvivo, indicata come la principale organizzazione di rappresentanza del settore delle arti performative. Secondo i sindacati, la parte datoriale avrebbe respinto le richieste di innovazione e di maggiore riconoscimento professionale avanzate durante il negoziato.
Le sigle ricordano che i contratti del teatro non vengono rinnovati da sei anni e sottolineano l’impatto dell’inflazione, che nel periodo avrebbe raggiunto il 23%. Per i dipendenti dei teatri, la paga media mensile indicata è di 1.433 euro. La proposta discussa al tavolo prevederebbe un incremento del 18% distribuito su tre anni, senza arretrati. I sindacati sostengono che, nei termini prospettati, l’aumento reale sarebbe limitato a 28 euro lordi all’anno.
Le richieste per il personale scritturato
La situazione viene definita ancora più critica per il personale scritturato, tra cui attrici, attori, danzatori, macchinisti e maestri d’orchestra. Per queste figure il minimo giornaliero medio indicato dalle organizzazioni dei lavoratori è di 58,69 euro lordi. L’ipotesi di aumento del 20%, distribuita fino al 2029, porterebbe la paga a circa 70 euro al giorno.
Per Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Fpl, l’offerta non riconosce adeguatamente le competenze del personale e non semplifica i livelli retributivi. Da qui la scelta di proseguire con una protesta che, dopo i due presidi di Padova, proseguirà con le iniziative già annunciate a livello nazionale. I sindacati ribadiscono che la mobilitazione andrà avanti fino alla manifestazione romana, chiedendo un rinnovo contrattuale ritenuto dignitoso per chi lavora nel settore della cultura e dello spettacolo.