Pisa (PI)

Fiorini: il Verdi di Pisa vuole essere una casa aperta

Il debutto con Purcell apre un cartellone tra opera, prosa, formazione e iniziative rivolte al territorio.

Una prima accolta da un teatro tutto esaurito ha inaugurato la stagione del Teatro Verdi di Pisa. Il nuovo allestimento di Dido and Aeneas di Henry Purcell, andato in scena venerdì sera, ha suscitato applausi ed emozione, riportando il teatro cittadino al centro dell’attenzione culturale nazionale attraverso una nuova produzione.

Il giorno successivo, il presidente della Fondazione Teatro Verdi Diego Fiorini ha commentato l’apertura della stagione e le prospettive dell’istituzione. La rappresentazione, descritta come una prima mondiale, ha visto protagonista Anna Caterina Antonacci, diretta scenicamente da Francesco Bondì. Per Fiorini, il risultato del debutto conferma la risposta del pubblico pisano a un’offerta di qualità e rappresenta uno stimolo a proseguire nel lavoro di apertura del teatro alla città.

Il cartellone e il rapporto con il pubblico

La stagione proseguirà con L’occasione fa il ladro di Rossini e con due titoli del repertorio verdiano, Otello e Aida. In chiusura è prevista La clemenza di Tito, ultima opera di Mozart. Accanto alla lirica sono in programma una stagione di prosa, attività dedicate ai più piccoli e il ritorno della danza dopo alcuni anni di assenza.

Secondo i dati forniti dalla Fondazione, gli abbonamenti hanno registrato un incremento: 738 per la lirica, con una crescita del 14%, e 1.059 per la prosa, in aumento dell’8%. Fiorini interpreta questi numeri come un segnale del legame ancora forte tra il teatro e la comunità locale. Tra gli obiettivi indicati c’è anche il coinvolgimento delle nuove generazioni, attraverso un progetto rivolto a tutte le scuole della provincia.

Il presidente ha inoltre difeso la scelta di ampliare l’utilizzo degli spazi per eventi privati, una linea che ha suscitato anche perplessità e polemiche. L’intento, ha spiegato, è rafforzare la funzione del teatro come luogo di incontro, nel rispetto delle normative e delle tutele necessarie per la conservazione degli ambienti. L’apertura a iniziative diverse dagli spettacoli dovrebbe favorire la conoscenza della struttura e avvicinare nuovi spettatori.

Formazione e collaborazione con la città

Un altro capitolo riguarda San Marco in Calcesana, spazio affidato recentemente dall’amministrazione. La Fondazione intende destinarlo ad attività formative, trasformandolo in un luogo di dialogo con il quartiere e con l’intera città. L’idea è promuovere percorsi di partecipazione, incontro tra generazioni e costruzione condivisa delle competenze.

Fiorini ha infine richiamato la necessità di rafforzare i rapporti con le principali istituzioni pisane, dall’Università alla Fondazione Pisa, dalla Scuola Normale alla Scuola Sant’Anna, fino all’Opera della Primaziale Pisana e ai musei cittadini. Tra i progetti auspicati c’è la creazione di un laboratorio per la costruzione di scene, attrezzerie e costumi, con l’obiettivo di trasmettere ai giovani i mestieri d’arte legati al teatro e conservare competenze considerate essenziali per il futuro del settore.