Gabriele Targhetta, ginnasta di Quarto d’Altino cresciuto nella Spes Mestre, ha conquistato la medaglia d’argento nel cavallo con maniglie ai campionati mondiali in corso a Rotterdam. Il risultato rappresenta uno dei traguardi più importanti della giovane carriera dell’atleta veneziano e interrompe un’attesa lunghissima per la nazionale italiana nella specialità.
Un podio che mancava dal 1913
Per l’Italia si tratta infatti del primo podio mondiale nel cavallo con maniglie dopo oltre un secolo. L’ultima medaglia iridata azzurra nella disciplina risaliva al 1913, un dato che dà ulteriore rilievo alla prestazione firmata da Targhetta nella competizione internazionale di Rotterdam.
Il ginnasta, 20 anni, nato il 17 marzo 2006, ha chiuso la gara con il punteggio di 15.233. Davanti a lui si è classificato l’armeno Hamlet Manukyan, autore dell’esercizio vincente e premiato con la medaglia d’oro. Manukyan era già stato battuto da Targhetta agli Europei di Zagabria, dove l’azzurro aveva conquistato il titolo pochi mesi fa, il 21 agosto.
La dedica dopo la gara
La medaglia di bronzo è andata all’altro armeno Mamikon Khachatryan, che ha ottenuto 15.000 punti. Il podio mondiale conferma così il momento di crescita dell’atleta veneto, già protagonista a livello continentale e ora capace di imporsi anche nella massima competizione internazionale della ginnastica.
Al termine della prova, Targhetta ha raccontato ai microfoni Rai di aver gareggiato accanto a leggende della ginnastica e di stare vivendo un sogno. L’atleta ha dedicato il risultato a tutti i ginnasti, alla squadra nazionale, alla Polizia di Stato che lo sostiene e a un ragazzo a lui particolarmente caro, con un messaggio personale concluso con l’incoraggiamento Forza Bonni.