Viterbo (VT)

Viterbo, zero euro dal recupero dell’evasione fiscale

Nel 2025 palazzo dei Priori non ha ricevuto somme dalle verifiche su Irpef, Ires, Iva e altri tributi statali.

Nel 2025 il Comune di Viterbo non ha incassato alcuna somma dalla partecipazione al recupero dell’evasione sui tributi erariali. Si tratta di Irpef, Ires, Iva e imposte di registro, ipotecarie e catastali: quando un’amministrazione municipale segnala un possibile evasore all’Agenzia delle Entrate e l’accertamento viene definito, al Comune spetta una quota pari alla metà delle somme recuperate.

A Viterbo, secondo i dati dell’ultima indagine dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, il risultato è stato pari a zero. Il capoluogo della Tuscia rientra tra i 53 capoluoghi italiani che non hanno ottenuto trasferimenti nell’ambito di questo meccanismo. Nel Lazio la stessa situazione riguarda anche Rieti, Frosinone e Latina.

Le segnalazioni dei Comuni

Per la Cgia, l’assenza di incassi può far presumere che le amministrazioni non abbiano trasmesso all’Agenzia delle Entrate segnalazioni considerate qualificate. Il dato non rappresenta un episodio isolato per Viterbo: anche sulla base delle informazioni relative al 2023, il Comune risultava tra quelli laziali che non avevano segnalato contribuenti ai fini del recupero dei tributi.

La graduatoria nazionale mostra differenze marcate tra i capoluoghi. Genova ha ottenuto 406.838 euro, Milano 376.490, Prato 170.122 e Torino 113.888. All’estremo opposto, Crotone ha incassato 2 euro e 63 centesimi. A Napoli sono arrivati 834 euro, mentre Palermo si è fermata a 738 euro.

Il quadro regionale

Nel Lazio, tra i 378 Comuni considerati, compaiono soltanto due amministrazioni con somme recuperate. Roma è al quarantesimo posto con 10.145 euro, quasi il triplo rispetto all’anno precedente, mentre Albano Laziale ha ottenuto 25 euro. Nessun Comune della provincia di Viterbo compare nella graduatoria con un incasso.

Il dato sui trasferimenti non coincide con la dimensione del fenomeno evasivo presente sul territorio. Secondo le tabelle richiamate dall’indagine, nel 2023 nel Lazio l’evasione di imposte e contributi ha raggiunto 12 miliardi di euro, il valore più alto tra le regioni italiane dopo la Lombardia. I lavoratori irregolari erano 335.700, pari al 12,1% degli occupati, mentre le costruzioni abusive risultavano 20 ogni 100 autorizzate, contro una media nazionale di 15,1.