Fontanellato (PR)

Cassa integrazione a zero ore, allarme Fiom a Fontanellato

Il sindacato denuncia effetti sui redditi e chiede di chiudere l’operazione societaria

La situazione dei lavoratori di Fontanellato viene definita insostenibile dalla Rsu-Fiom dello stabilimento e dalla Fiom Cgil di Parma. In una nota, le organizzazioni denunciano il ricorso massiccio e continuativo alla cassa integrazione a zero ore, che starebbe incidendo direttamente sui salari e sulle condizioni delle famiglie coinvolte.

La posizione arriva a quasi due settimane dall’incontro al MIMIT, il ministero delle Imprese e del Made in Italy, concluso con un nuovo rinvio. Al centro della vicenda c’è l’acquisizione di ArcelorMittal-CLN da parte di Arvedi, un’operazione che, secondo quanto riferito da Rsu e Fiom, non è ancora arrivata alla definizione a causa dei rallentamenti procedurali presso l’Antitrust europeo.

Il nodo dell’acquisizione

Il protrarsi dello stallo, sostengono le rappresentanze sindacali, sta producendo conseguenze immediate in diversi siti aziendali. A pagare il prezzo più alto sarebbe soprattutto lo stabilimento di Fontanellato, dove il ricorso agli ammortizzatori sociali viene descritto come massiccio e continuativo. Per la Fiom, l’incertezza sull’operazione societaria si traduce così in una riduzione delle entrate e in una crescente preoccupazione tra i dipendenti.

La Rsu-Fiom e la Fiom di Parma chiedono a tutti i soggetti coinvolti, a partire da MIMIT, Arvedi e AMCLN, di assumersi le proprie responsabilità e di accelerare l’iter per arrivare alla conclusione dell’acquisizione. L’obiettivo indicato è ottenere certezze sul futuro, continuità occupazionale e tutela della retribuzione.

Nel documento, le organizzazioni respingono l’idea che siano le lavoratrici e i lavoratori a dover sostenere gli effetti dei ritardi istituzionali e societari. La richiesta è quindi di una svolta immediata, con la finalizzazione dell’operazione e una maggiore chiarezza sulle prospettive dei siti interessati.

Rsu e Fiom fanno sapere che continueranno a seguire l’evoluzione della situazione e che valuteranno ulteriori iniziative di mobilitazione a tutela dei lavoratori. Al momento, la nota non indica una nuova data per la conclusione del procedimento né specifiche misure alternative alla cassa integrazione.