Marche

Castagneti marchigiani, stanziati 520mila euro per il recupero

Le risorse finanziano altre 30 richieste ammissibili su 55 e interessano circa 125 ettari.

La Regione Marche ha stanziato oltre 520mila euro per sostenere il recupero e il miglioramento dei castagneti da frutto. Le nuove risorse permetteranno di far scorrere la graduatoria del bando regionale e di finanziare domande già valutate ammissibili, ma inizialmente escluse per la disponibilità insufficiente del fondo.

Il provvedimento riguarda interventi destinati a rafforzare la castanicoltura, una produzione agricola legata soprattutto alle aree interne e montane. Il bando ha ricevuto complessivamente 55 domande di sostegno, riferite a una superficie di circa 125 ettari interessata da opere di recupero e miglioramento.

Finanziate tutte le richieste ammissibili

La graduatoria iniziale aveva consentito di sostenere le prime 25 domande. Con l’incremento della dotazione finanziaria sarà invece possibile garantire la copertura anche alle ulteriori 30 richieste ammissibili. L’obiettivo è intervenire su terreni produttivi o potenzialmente produttivi, contribuendo a contrastare l’abbandono delle superfici agricole e forestali.

Secondo l’assessore all’Agricoltura e vicepresidente della Regione, Enrico Rossi, il recupero dei castagneti rappresenta una scelta con ricadute sia sulla tutela del territorio sia sulle prospettive di sviluppo economico. Il rilancio di queste aree, ha sottolineato, consente di sostenere una vocazione produttiva radicata nelle Marche, restituire valore ai terreni e rafforzare il presidio delle comunità montane.

Restano 300 ettari abbandonati

La Regione considera la castanicoltura un settore con possibilità di crescita anche oltre la produzione primaria. Le castagne possono infatti essere valorizzate nelle filiere della trasformazione agroalimentare, con l’obiettivo di aumentare il valore aggiunto del prodotto e ampliare gli sbocchi di mercato per le imprese.

Nelle Marche restano tuttavia circa 300 ettari di castagneti abbandonati. Il dato evidenzia la presenza di ulteriori superfici sulle quali intervenire e indica il margine di sviluppo di una filiera che unisce attività agricola, cura del paesaggio e sostegno alle comunità delle zone montane. Il bando regionale si inserisce in questo quadro, finanziando interventi già riconosciuti ammissibili e ampliando il numero dei beneficiari.