Livorno, 20 ottobre 2026 – Il tavolo ministeriale sulla vertenza Pierburg ha aperto un confronto diretto tra Rheinmetall, il fondo Aequita e le istituzioni sul futuro dello stabilimento livornese. L’incontro si è svolto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla presenza dei rappresentanti europei di Rheinmetall, dei vertici della divisione Power Systems, interessata dal processo di vendita, e del potenziale acquirente.
A fare il punto è Federico Mirabelli, assessore alle Attività Produttive e alle Politiche del Lavoro del Comune di Livorno. Secondo l’amministratore, il confronto, richiesto da tempo insieme alle organizzazioni sindacali, era necessario per conoscere le garanzie sociali che Rheinmetall intende assicurare e le prospettive industriali e occupazionali legate al possibile cambio di proprietà.
Le ipotesi per lo stabilimento
Nel corso della riunione, i rappresentanti di Rheinmetall Power Systems hanno illustrato una possibile soluzione per mantenere in equilibrio il saldo occupazionale complessivo. Tra le ipotesi figura il trasferimento a Livorno di alcune produzioni oggi realizzate in uno stabilimento tedesco. Si tratterebbe di componenti automotive connessi al settore elettrico, con volumi di lavoro che, secondo quanto riferito, sarebbero contrattualizzati fino al 2031.
I dettagli delle lavorazioni non sono stati però specificati. I tempi indicativi per il trasferimento sarebbero compresi tra uno e tre anni. Per Mirabelli, durata dei volumi, tempi di trasferimento e consistenza effettiva delle produzioni dovranno essere analizzati insieme, perché da questi elementi dipende la solidità delle garanzie sul mantenimento dei posti di lavoro. Nel corso del tavolo è stata avanzata anche la richiesta di una proroga della cassa integrazione.
Il ruolo di Aequita
Il fondo Aequita, specializzato nell’acquisizione, nella ristrutturazione e nel rilancio di imprese attraverso capitali propri, ha confermato l’obiettivo di concludere l’acquisizione entro il 31 dicembre 2026. Il fondo ha indicato come questioni prioritarie la gestione delle eccedenze occupazionali complessive e la competitività di una gamma di prodotti automotive che, secondo quanto emerso, avrebbe bisogno di un profondo processo di innovazione.
Restano quindi da chiarire le strategie industriali, gli investimenti previsti, le eventuali nuove produzioni e le prospettive dei singoli impianti, a partire da quello livornese. Mirabelli ha sottolineato che, al momento, si tratta ancora di un’ipotesi priva di numeri, documenti e impegni formalizzati. L’obiettivo indicato dal Comune è arrivare a garanzie concrete, misurabili e verificabili, evitando che la transizione proprietaria produca un arretramento industriale e occupazionale.
Il tavolo ministeriale è stato aggiornato al 30 novembre. Entro quella data Rheinmetall e Aequita dovranno presentare una proposta scritta sulle garanzie occupazionali e sulle prospettive industriali. Per Livorno, la priorità resta la salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale e la continuità produttiva di Pierburg, considerata un patrimonio di competenze professionali, capacità industriali e lavoro qualificato.