Modena (MO)

Ipotesi polo unico a Baggiovara, rischi per traffico e salute

Il sindacato domanda carte su reparti, finanziamenti, organici e continuità dell’emergenza

L’eventuale concentrazione dell’offerta ospedaliera di Modena nel polo di Baggiovara potrebbe comportare un aumento degli spostamenti verso il pronto soccorso e, secondo una simulazione elaborata in ambito sanitario, anche maggiori rischi per i pazienti con patologie tempo-dipendenti. Il tema riguarda il possibile riassetto dei servizi oggi distribuiti tra il Policlinico e l’ospedale di Baggiovara.

Più chilometri per raggiungere il pronto soccorso

Attualmente il pronto soccorso del Policlinico registra circa 112mila accessi all’anno, mentre quello di Baggiovara ne conta circa 45.600. Le due strutture hanno una collocazione urbana differente: assumendo piazza Grande come punto di riferimento per il calcolo delle distanze medie, il Policlinico si trova a circa 2,4 chilometri dal centro cittadino, mentre Baggiovara dista oltre 8 chilometri.

Nel caso in cui tutte le urgenze venissero indirizzate a Baggiovara, i chilometri percorsi ogni anno dai modenesi per raggiungere il pronto soccorso passerebbero, secondo la stima, da circa 647mila a 1,3 milioni. L’incremento avrebbe conseguenze sulla mobilità e sull’ambiente, con più automobili in circolazione e un ulteriore carico su arterie già congestionate, tra cui via Giardini. La maggiore distanza inciderebbe inoltre sui tempi di percorrenza per cittadini e familiari diretti in ospedale in situazioni di emergenza.

La posizione della Fials

La simulazione richiama anche gli indicatori internazionali che collegano la durata del tragitto all’efficacia dei soccorsi. Per le persone che raggiungono autonomamente l’ospedale, e non a bordo di un’ambulanza del 118, l’allungamento dei tempi potrebbe tradursi in un aumento del rischio stimato tra il 5% e il 12% nei casi più gravi di infarto o ictus. Si tratta di una valutazione riferita alle patologie tempo-dipendenti, per le quali anche pochi minuti possono incidere sull’esito.

Alfredo Sepe, segretario regionale della Fials Emilia-Romagna, chiede chiarezza sugli atti, sulle coperture finanziarie, sui progetti e sulle responsabilità legate all’eventuale nuovo polo. Il sindacato ha predisposto una richiesta di accesso civico generalizzato rivolta a Comune di Modena, Regione, Azienda Ospedaliero-Universitaria e Ausl, con l’obiettivo di ottenere tredici categorie di documenti.

Tra gli aspetti da verificare ci sono la disponibilità dei 550 milioni di euro indicati per l’opera, il futuro del Policlinico e gli investimenti già programmati per il settore Materno-Infantile, le sale operatorie e gli impianti. La Fials vuole inoltre conoscere, reparto per reparto, quali attività resteranno nella struttura cittadina e quali verrebbero trasferite, oltre al numero dei posti letto, agli organici previsti e alle modalità con cui sarebbe garantita l’attività di pronto soccorso.