Pistoia (PT)

A Pistoia accordo dopo la causa sulla maternità negata

La coppia si era unita a Buenos Aires nel 1999; il procedimento si è concluso senza sentenza, con trattative riservate.

Una lunga relazione, la separazione e una causa civile chiusa senza sentenza. È il percorso giudiziario seguito da due ex coniugi che avevano scelto di vivere a Pistoia, dopo essersi sposati a Buenos Aires nel 1999 e aver trascorso diversi anni all’estero per motivi di lavoro.

La vicenda è arrivata davanti al Tribunale di Pistoia dopo la decisione della donna di chiedere un risarcimento di 50mila euro. Al centro della richiesta c’erano il desiderio di diventare madre, i tentativi di avviare un percorso di fecondazione assistita e le conseguenze personali e sanitarie che, secondo la ricostruzione della moglie, sarebbero derivate dalla mancata realizzazione del progetto familiare.

La rivelazione dopo la crisi

Nel corso degli anni, il rapporto tra i due si sarebbe progressivamente deteriorato. La donna avrebbe continuato a desiderare un figlio, mentre il marito avrebbe manifestato una crescente contrarietà all’idea di avere una famiglia. La rottura più significativa sarebbe arrivata nel 2019, quando l’uomo ha detto alla moglie di essere omosessuale e di essersi innamorato di un altro uomo.

La rivelazione ha spinto la donna a rivolgersi a un legale. Nell’atto giudiziario avrebbe lamentato danni patrimoniali, biologici e non patrimoniali, collegandoli alla lesione di diritti personali e al mancato percorso verso la maternità. La richiesta comprendeva anche le ripercussioni sulla salute: secondo quanto riportato nel procedimento, le sarebbe stata riconosciuta una riduzione della capacità psicofisica del 12 per cento, oltre a difficoltà nello svolgimento delle mansioni lavorative.

La chiusura del procedimento

L’ex marito, assistito dai propri avvocati, ha sostenuto una ricostruzione diversa. La difesa avrebbe evidenziato che la crisi coniugale era iniziata prima della separazione e che nessuno può essere obbligato a diventare genitore. Nel procedimento è stata quindi affrontata anche la distinzione tra il desiderio legittimo di avere figli e l’impossibilità di imporre a una persona una scelta di questo tipo.

La causa è proseguita per mesi. Il giudice ha disposto il ricorso alla negoziazione assistita, consentendo alle parti di cercare una soluzione al di fuori della decisione giudiziaria. Al termine di lunghe trattative, i due ex coniugi hanno raggiunto un’intesa privata, parallelamente al divorzio.

Con l’accordo, il procedimento è stato dichiarato chiuso dal Tribunale di Pistoia. Non sono stati resi noti i contenuti dell’intesa né l’eventuale importo riconosciuto alla donna. I legali di entrambe le parti hanno chiesto di mantenere la riservatezza sui dettagli, considerando la natura particolarmente privata della vicenda e le conseguenze personali per entrambi gli ex coniugi.