Oggi, martedì 20 ottobre 2026, lo stato di stabilità delle pareti rocciose in quota è stato oggetto di discussione nell’aula consiliare. L’esponente politico Giulia Marro di Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione inerente al controllo del territorio e alle azioni preventive della Regione. In aula l’assessore Gian Luca Vignale ha risposto riportando una nota del collega di giunta Matteo Marnati, sottolineando come gli eventi franosi verificatisi lo scorso settembre sul Monviso confermino la vulnerabilità dell’ambiente alpino. La progressiva degradazione del terreno perennemente congelato è considerata tra le concause dei distacchi.
“La degradazione del permafrost è identificata come una possibile concausa di questi fenomeni”.
Le stazioni di controllo di Arpa Piemonte e le strategie regionali
L’attività di rilevamento nell’area del Monviso è affidata ad Arpa Piemonte tramite una rete di cinque stazioni stabili. L’impianto situato al Colle Sommeiller costituisce il punto principale della struttura regionale e dispone di tre perforazioni sotterranee a 5, 10 e 100 metri di profondità. Come precisato dall’assessore Gian Luca Vignale, la combinazione delle conoscenze attuali non consente di definire una relazione quantitativa matematica tra il degrado del sottosuolo congelato e il numero dei crolli, pur rimanendo un elemento predisponente. L’esecutivo ha ricordato la creazione dell’Osservatorio sul Cambiamento Climatico nel settembre 2025 e l’avvio di tavoli di studio per definire le misure di prevenzione.
“Il monitoraggio del permafrost nell’area del Monviso viene svolto dall’Arpa Piemonte, attraverso una rete di cinque stazioni permanenti. Tra queste, il Colle Sommeiller rappresenta il sito chiave della rete regionale che dispone di tre perforazioni profonde, 5, 10 e 100 metri. Tuttavia, con le attuali conoscenze, non è possibile stabilire una esatta correlazione quantitativa tra degrado del permafrost e frequenza o volumetria dei crolli. Nel caso del Monviso deve essere considerato un potenziale fattore predisponente”.
La richiesta di risorse e la revisione della gestione montana
In sede di replica la consigliera Giulia Marro ha evidenziato l’esigenza espressa dall’agenzia ambientale di disporre di ulteriori finanziamenti per approfondire lo studio delle dinamiche alpine. L’esponente di opposizione ha richiamato l’amministrazione alla necessità di modificare la pianificazione complessiva nella gestione delle problematiche ambientali delle terre alte.